Il Vezzena è uno dei formaggi d’alpeggio più rappresentativi del Trentino, con origini che risalgono al XV Secolo; già agli inizi del secolo scorso diventa anche un formaggio da grattugia.
In epoca asburgica, il Vezzena costituiva uno dei piatti immancabili sulla tavola dell’imperatore austriaco Francesco Giuseppe. La produzione allora era modesta, così come il consumo da grattugia, poiché la pastasciutta era ancora poco presente nella vecchia cucina trentina e questo formaggio tipico veniva grattugiato su minestre e minestroni, sui canederli o altri piatti di quei tempi.
Prodotto con latte parzialmente scremato unendo il latte vaccino e crudo della sera alla munta del mattino proveniente dalle malghe locali, viene stagionato a lungo, sviluppando una pasta dura e granulosa dal sapore aromatico, leggermente amarognolo e piccante.
Disponibile nelle versioni mezzano, vecchio e stravecchio, è caratterizzato da una crosta grigiastra e una struttura compatta.
La lavorazione segue tecniche tradizionali, con una lenta cottura e salatura in salamoia, nel rispetto di un disciplinare che ne garantisce l’autenticità.
Il suo sapore è intenso, gustoso e sapido, che diventa piè accentuato e tendente al piccante nel prodotto “vecchio”. Aroma e odore sono inconfondibili e caratteristici, influenzati dai foraggi d’alpeggio.
Si produce solo nel periodo d’alpeggio, da giugno a settembre, e deve avere una stagionatura minima di 12 mesi.
Il Vezzena è anche Presidio Slow Food e si produce solo nei territori di Lavarone, Vezzena, Folgaria, Valsugane e Vallagaria.
Perfetto da gustare in purezza o come ingrediente per piatti tipici, rappresenta un’eccellenza della produzione casearia trentina.