Il Coppu di Montelparo, piccolo borgo della Valdaso sopra un’altura nell’entroterra fermano, è un piatto a base di baccalà, preparato a metà gennaio in occasione della Festa di Sant’Antonio Abate, santo protettore degli animali.
Nel fine settimana di questa ricorrenza religiosa, il paese organizza la Sagra del Baccalà, cui accorrono migliaia di appassionati e buongustai che apprezzano questo gustoso piatto che, per l’occasione, viene preparato in tanti modi diversi.
La tradizione del baccalà a Montelparo si tramanda dal 1703, quando i Frati Agostiniani offrirono ai paesani piatti di baccalà, che probabilmente, aveva allora un costo abbordabile, come ricompensa per aver contribuito anni prima alla ricostruzione di una parte di monastero crollata in seguito a scosse di terremoto.
Fu anche previsto che, a ognuno, andasse una porzione di baccalà del peso di un coppo, da cui “u coppu” di oggi!: così era chiamata infatti l’unità di misura di quel tempo che equivale a circa 350 grammi odierni; insieme al baccalà venne distribuito anche pane e vino, esattamente come oggi!
Ancora oggi il paese conserva gelosamente quella ricetta come legame con i padri agostiniani: il baccalà bianco condito con olio, prezzemolo, aglio e pepe nero, è il sapere che i “festaroli”, i membri del comitato organizzatore della manifestazione, custodiscono e si tramandano di generazione in generazione.
La quantità di baccalà servito durante la sagra è davvero impressionante; basti pensare che il pesce viene ordinato a quintali direttamente in Canada ed è della qualità più pregiata, il famoso “gaspè”; la manifestazione è diventata talmente rinomata che per non correre il rischio di rimanere senza è necessario prenotarsi.
quando il monastero entrò a far parte delle proprietà comunali, nel 1861, con l’obbligo di tenere la Chiesa aperta al culto, venne formato un apposito Comitato che si prese cura della gestione della festa del baccalà. I Frati trasmisero ai componenti del primo comitato tutti gli antichi segreti circa la preparazione di quel baccalà che ne fa, ancora oggi, uno dei più ricercati.