La pizza non ha bisogno di passaporto, ma nel 2026 si prepara a farlo comunque. Torna infatti il Pizza Village, il format napoletano che ha trasformato un’icona della cucina italiana in un evento internazionale capace di parlare a pubblici diversi, città diverse e culture diverse, sempre con lo stesso linguaggio universale: quello della pizza. E le novità non sono poche. Il 2026 segna una crescita netta: più tappe, nuove città e una strategia sempre più orientata all’internazionalizzazione.
Il tour 2026: cinque città, un’unica identità
Il calendario è chiaro e ambizioso:
- Berlino – Caputo Pizza Village
28–31 maggio | Komplex Berlin, Modersohnstraße 35-45 - Napoli – Coca-Cola Pizza Village
7–12 luglio | Lungomare Pertini, Pozzuoli (nuova location) - Londra – Caputo Pizza Village
23–26 luglio | Potters Fields Park - Roma – Coca-Cola Pizza Village
4–6 settembre | Lungo il Tevere Roma - Milano – Coca-Cola Pizza Village
8–13 settembre | CityLife
Cinque tappe, due continenti, un’unica narrazione: la pizza come patrimonio culturale e non solo gastronomico.
Da evento a piattaforma globale del Made in Italy
Pizza Village non è più soltanto un festival, è diventato un evento ambasciatore del Made in Italy. Il format si fonda su due pilastri riconosciuti dall’UNESCO:
l’Arte del Pizzaiolo Napoletano e la Cucina Italiana, che insieme rappresentano un patrimonio culturale vivo, fatto di gesti, tradizioni e competenze tramandate.
Dietro l’evento c’è un sistema economico enorme: in Italia la pizza genera circa 15 miliardi di euro di fatturato, con oltre 120.000 pizzerie attive e più di 2,7 miliardi di pizze consumate ogni anno. Numeri che raccontano non solo un piatto, ma un’intera infrastruttura culturale e produttiva.
Crescita internazionale: Berlino e Londra al centro della strategia
La scelta di Berlino e Londra non è casuale. Sono due città simbolo della multiculturalità europea e mercati chiave per il food italiano all’estero. Qui il Pizza Village non esporta solo un evento, ma un’esperienza: forno, pizza, musica, masterclass con i pizzaioli e racconto diretto della tradizione napoletana.
Un modello che punta a diventare stabile, non episodico.
Napoli resta il cuore, ma cambia scenario
Napoli resta il centro identitario del progetto, ma con una novità significativa: la location si sposta sul Lungomare Pertini di Pozzuoli. Un cambio che non snatura il format, ma lo aggiorna, ampliando lo spazio e la fruibilità di un evento che ogni anno richiama centinaia di migliaia di persone.
Milano e Roma: consolidamento e nuova espansione
Milano conferma il suo ruolo strategico con l’area di CityLife, ormai punto di riferimento per gli eventi urbani su larga scala.
Roma entra invece come nuova tappa stabile del circuito, ospitata dal Lungo il Tevere, portando il format nel cuore della capitale in un contesto fortemente identitario e turistico.
Un ecosistema vivo tutto l’anno
Pizza Village non si limita ai giorni dell’evento. Negli anni si è trasformato in una piattaforma di comunicazione multicanale, capace di produrre contenuti, formazione, intrattenimento e racconto continuo.
L’ultima edizione lo dimostra: circa 800.000 presenze tra Napoli e Milano e oltre 150 artisti coinvolti. Numeri che lo collocano tra gli eventi estivi più seguiti in Italia. Musica, spettacolo, masterclass con i pizzaioli, attività per famiglie e bambini: la pizza diventa il centro di un’esperienza culturale completa, non solo gastronomica.
Un progetto sostenuto da grandi partner
A sostenere il tour 2026 ci sono due brand simbolo: Coca-Cola, title sponsor delle edizioni italiane, e Mulino Caputo, protagonista delle tappe internazionali. Una sinergia che rafforza l’idea di un progetto sempre più globale, ma radicato nella tradizione.
Pizza Village 2026 non è solo un calendario di eventi. È la dimostrazione che un prodotto popolare può diventare ambasciatore culturale, economico e identitario. E se la pizza è davvero un linguaggio universale, questo tour lo sta semplicemente portando in giro per il mondo – uno spicchio alla volta!