A Somma Vesuviana, alle pendici del Vesuvio, I Fontana Pizzeria sceglie di iniziare il 2026 così: con un menu che parla al palato, certo, ma anche alla coscienza.
Dal 1° febbraio all’8 dicembre 2026, parte del ricavato dei fritti e delle pizze della sezione Pizza Concept sarà devoluto alla Cooperativa Sociale Irene ’95 di Marigliano, una realtà che da trent’anni lavora silenziosamente ma con forza accanto ai minori che arrivano da storie familiari fragili, spesso spezzati. Attraverso le sue comunità educative a dimensione familiare — Casa Irene e Casa Momo — la cooperativa offre ciò che non sempre la vita concede: stabilità, ascolto, futuro.
Un’idea semplice, concreta: mangiare bene facendo del bene. E farlo ogni giorno, impasto dopo impasto.
Un menu che sorprende
Il nuovo menu invernale conferma l’identità di Pietro Fontana e Melania Panico: ricerca, tecnica e rispetto per la materia prima, ma sempre con quel guizzo creativo che rende ogni proposta riconoscibile; gli starter, dove la Sfera croccante arriva in tavola come una piccola promessa mantenuta: una patata dorata e fragrante che cede rivelando un cuore morbido al blue di bufala. La panatura alla mandorla regala una croccantezza elegante, mentre l’olio al tartufo chiude il cerchio con una nota profonda.
È però nella sezione Pizza Concept che il racconto si fa più articolato. La Metamorfosi di carciofo, già amatissima, torna in una versione ancora più matura: il carciofo arrostito viene utilizzato in tutte le sue parti nobili, adagiato su una crema di pecorino dei Monti Lattari, accompagnato da provola affumicata, pesto di aglio orsino e un finale aromatico di pepe Sichuan e maggiorana. È una pizza che evolve morso dopo morso, come suggerisce il nome.
Decisa, identitaria, senza compromessi la Friarielli e salsiccia in versione padellino doppio crunch: i friarielli giocano su più consistenze — cremosi e saltati — la salsiccia di suino è tagliata a punta di coltello, la provola affumicata dialoga con una fonduta avvolgente. Comfort food? Sì. Ma con disciplina e carattere.
Più audace, quasi provocatoria, la Contaminazione di zucca in pala: la dolcezza della zucca lunga napoletana incontra la ‘nduja resa croccante, il blue di bufala, la castagna fermentata in polvere e una julienne di zucca marinata al ghiaccio.
Un equilibrio sottile, mai scontato, che dimostra quanto la pizza possa essere ancora terreno di sperimentazione.
Tradizione e contemporaneità
Durante la cena degustazione del 21 gennaio, coordinata dalla giornalista Laura Gambacorta, ha trovato il suo spazio anche un grande classico: la Margherita Provola e Pepe secondo Pietro Fontana. Una ruota di carro la cui cottura viene lavorata con tecniche che asciugano bene il fondo senza rendere l’impasto duro, mantenendo al tempo stesso il profilo aromatico del topping: è un’interpretazione meticolosa di tradizione e contemporaneità, frutto di tecniche raffinate (biga, lievito madre, lunga maturazione), farine scelte per digeribilità, idratazione alta e controllo delle temperature, per creare una pizza soffice, ariosa, leggera ma equilibrata e profumata. Base perfetta per la sua creatività.
Tra i dolci, la 3 Agrumi in tripla cottura è una chiusura luminosa: fritta, al vapore e al forno, gioca sulle consistenze e sulle temperature. Mandarino di Ciaculli, polvere di arancia amara, zest di limone, ricotta di bufala e una delicata polvere di timo essiccato fermentata. Un dessert che sorprende, resta e crea dipendenza.
E mentre si brinda con le birre artigianali del Brenta o con un calice di Torre Merlata Passito di Catalanesca del Monte Somma IGP 2022, si ha la sensazione netta che sì, mangiare bene è un piacere. Ma farlo sapendo di contribuire a qualcosa di più grande lo rende ancora migliore.
Un contributo concreto
La pizzeria di Somma Vesuviana cresce, arriva a oltre 260 coperti complessivi e nel 2026 ottiene il riconoscimento di 2 Spicchi nella Guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso e l’ingresso nella guida Pizza & Cocktail di Identità Golose. La raccolta fondi legata alle portate del menu — che verranno rinnovate stagionalmente — è una scelta coerente, territoriale, umana. È a questo lavoro silenzioso ma essenziale che si lega la scelta de I Fontana: una raccolta fondi che non si esaurisce in un evento, ma accompagna l’intero arco dell’anno, trasformando ogni esperienza in un piccolo contributo concreto.
Un modo diretto per sostenere un progetto che vive di professionalità e umanità. Sostenere Irene ’95 significa investire nel quotidiano: nelle educatrici e negli educatori che accompagnano i ragazzi, nelle attività formative, nei percorsi di reinserimento, nella costruzione lenta ma solida di un futuro possibile.