Girare il mondo per raccogliere suggestioni, sperimentare nuove tecniche e conoscere ingredienti originali: è questa la filosofia che ha guidato, negli anni, il maestro pizzaiolo Mauro Espedito, che ha portato la sua arte tra le Americhe, l’Australia e l’Europa. Dopo un lungo percorso internazionale, Espedito è tornato nella sua Napoli per dare forma a un progetto ambizioso: Owap, acronimo di One World All Pizzas, un marchio che sintetizza perfettamente la sua visione globale della pizza come linguaggio universale.L’incontro a Sorrento: due visioni, un solo forno
A interpretare il tema del viaggio attraverso la pizza, Espedito ha trovato un interlocutore d’eccezione: Luigi Mastellone, giovane pizzaiolo e proprietario del ristorante pizzeria Basilico Italia, situato sul centralissimo Corso Italia di Sorrento, a pochi passi da Piazza Tasso. È stato proprio Mastellone, custode di una pizza napoletana autentica ma aperta a contaminazioni territoriali, a voler ospitare la serata-evento “Viaggio… nelle pizze”, il 6 ottobre.Il menu della serata: la pizza come viaggio sensoriale
Durante la serata, Espedito e Mastellone hanno lavorato fianco a fianco, offrendo agli ospiti un percorso di degustazione che intreccia sapori locali e suggestioni d’Oltreoceano.
«Il viaggio è la mia seconda scuola, dopo Napoli. Ogni Paese mi ha insegnato qualcosa di diverso: la precisione in Australia, la creatività negli Stati Uniti, il rispetto per la materia prima in Italia. Tutto questo oggi lo porto in ogni pizza che preparo.» dice Espedito. «Nella mia pizzeria cambiamo menù ogni sei mesi, durante lo scorso evento ho sposato contaminazioni asiatiche, creando una pizza con Salsa teriyaki e Mousse al mango. Il ketchup di pomodoro San Marzano mi è venuto in mente così.»L’impasto, equilibrio tra tradizione e ricerca
Sia Espedito che Mastellone condividono un approccio scientifico e sensoriale all’impasto. Entrambi utilizzano farine di tipo 0 e 1, macinate a pietra e selezionate per garantire un corretto equilibrio tra forza, elasticità e digeribilità. L’impasto, a idratazione medio-alta (70-75%), viene lavorato con lievito madre vivo e sottoposto a maturazioni lente, che variano dalle 36 alle 48 ore, a temperatura controllata.
Questo processo consente di ottenere una pizza leggera, alveolata e fragrante, dal cornicione morbido ma sostenuto, capace di valorizzare al meglio gli ingredienti di copertura.
Nel rispetto della scuola napoletana, la cottura avviene rigorosamente nel forno a legna a 480 °C, con un tempo medio di 60-90 secondi.
In abbinamento, birra agricola campana
Le degustazioni sono state accompagnate da una selezione di birre Serrocroce, prodotte dal birrificio agricolo di Monteverde, Avellino, primo e unico in Campania a gestire l’intera filiera – dalla coltivazione dei cereali alla produzione. La filosofia di Serrocroce si fonda sull’autenticità e sulla sostenibilità: l’acqua proviene dalle sorgenti di Caposele, mentre i cereali vengono coltivati nei terreni circostanti, garantendo un prodotto che rispecchia pienamente il territorio irpino.