Camminando lungo via Toledo a Napoli, tra il via vai dei turisti e i colori vividi delle vetrine, da oggi si può percepire un richiamo antico, quasi un sussurro del tempo: il profumo inconfondibile della sfogliatella napoletana appena sfornata. È l’aroma inconfondibile di Pintauro, custode di una tradizione che dal 1785 vive nel cuore della città e dei suoi abitanti. Qui, tra legni antichi, marmi pregiati e centrini che raccontano generazioni, ogni dettaglio sembra sospeso in un tempo di zucchero e ricordi. L’antica lampada settecentesca, l’effige della Madonna Addolorata, il calore del forno: ogni elemento è custode di memorie che si mescolano alle voci e allo “struscio” che da sempre anima le storiche vie di Napoli.L’iconica sfogliatella napoletana, riccia o frolla
La storia della sfogliatella napoletana nasce tra conventi affacciati sul mare e botteghe illuminate del centro storico. Pasquale Pintauro, apprendendo il segreto di quel dolce ricco e profumato dalla zia, badessa del convento di Santa Rosa in Costiera Amalfitana, decise di portarlo a Napoli. Aprì la sua bottega in via Toledo e trasformò una ricetta conventuale in simbolo popolare. Da allora, Pintauro non è stato solo un luogo dove acquistare dolci, ma un rito, un appuntamento che attraversa le generazioni. Come ricorda la memoria collettiva della città: “Tene folla Pintauro!” e “Si fruscia Pintauro” sono diventati modi di dire, segno che quel forno appartiene all’anima stessa di Napoli.La riapertura segna un ponte tra passato e presente
“La pasticceria sarà al centro, con i classici napoletani come sfogliatelle, zeppole e altri dolci tradizionali. Ci saranno inoltre novità stagionali e collaborazioni con chef e giovani pasticcieri per sperimentare e promuovere la gastronomia napoletana. Puntiamo a un equilibrio tra tradizione e modernità”, spiega Bernardo. La sfida è mantenere qualità e autenticità, rinnovandosi senza tralasciare le origini. “Napoli ha una grande concorrenza, ma Pintauro ha sempre rappresentato un pilastro della pasticceria cittadina. La sfida è conservare sapori e ricette che parlano al cuore delle persone”, aggiunge.E quale sarà il nuovo dolce iconico?
La sfida è coniugare artigianalità e innovazione, portando sulle tavole pasquali i classici, dalla pastiera al casatiello, e sperimentando proposte che avvicinino le nuove generazioni all’eccellenza napoletana. “Vogliamo mantenere le ricette storiche e i sapori autentici, ma utilizzare attrezzature moderne e materie prime di qualità certificata. Questo ci permette di rispettare la tradizione, garantendo standard elevati per i clienti di oggi”, conclude Bernardo.