Il Paestum Wine Fest Business guarda già alla prossima edizione e annuncia ufficialmente le date del 2027. Il più grande salone del vino del Centro e Sud Italia tornerà infatti dal 28 febbraio al 2 marzo 2027, confermandosi un punto di riferimento per il business del vino e per il dialogo tra i protagonisti della filiera vitivinicola.
Ideato da Angelo Zarra e diretto da Alessandro Rossi, l’evento continua a crescere come piattaforma B2B dedicata all’incontro tra cantine, consorzi, buyer e professionisti del settore.
Tre giornate intense in cui il vino italiano diventa occasione di confronto, relazioni commerciali e aggiornamento professionale.
La XVI edizione
La manifestazione chiude la XV edizione con un bilancio positivo, rafforzando il proprio ruolo di hub strategico per il networking tra aziende vitivinicole, operatori del mondo Ho.Re.Ca., trade internazionale e comunicazione enologica. Un format che negli anni ha saputo consolidarsi come uno degli appuntamenti più attesi del calendario nazionale del vino. I dati delle ultime edizioni raccontano un evento capace di attrarre 6.000 visitatori, 200 aziende e oltre 1.000 vini in degustazione.
Al centro della programmazione torneranno le masterclass e gli incontri di approfondimento, guidati da alcune delle firme più autorevoli della critica, del giornalismo e della sommellerie italiana. Un’occasione preziosa per osservare da vicino le evoluzioni del mercato e le nuove tendenze del settore, ma anche per raccontare territori, denominazioni e identità produttive.
Il patrimonio enologico italiano
Accanto al business, resta forte anche l’attenzione alla formazione delle nuove generazioni. Il festival continuerà infatti a coinvolgere studenti degli istituti alberghieri e agrari in percorsi di incontro con aziende e professionisti, creando un ponte concreto tra scuola e mondo del lavoro.
Con la XVI edizione, il Paestum Wine Fest Business si prepara dunque a rafforzare ulteriormente la propria identità: un luogo dove cultura del vino, formazione e opportunità commerciali si intrecciano, contribuendo a valorizzare il patrimonio enologico italiano e a costruire nuove connessioni tra imprese, mercati e giovani talenti.