Ci sono eventi che vanno ben oltre il piacere della tavola, e “Cenando sotto un Cielo Diverso” è uno di questi. La XVIII edizione della manifestazione benefica ideata da Alfonsina Longobardi ha trasformato Villa Tony, nel Complesso Zeno di Ercolano, alle pendici del Vesuvio, in una grande festa della solidarietà, dell’inclusione e dell’eccellenza enogastronomica, richiamando oltre 3.000 partecipanti in una serata capace di coniugare gusto, cultura e impegno sociale.
Il tema scelto per l’edizione 2026, “I Colori della Diversità”, ha raccontato una visione che nasce dall’esperienza vissuta dalla stessa Alfonsina Longobardi in Africa: la diversità come valore, la fragilità come forza e l’incontro tra persone come strumento di crescita collettiva. Un messaggio che ha attraversato ogni momento della serata, trasformando un evento enogastronomico in autentico progetto di condivisione.
L’intero ricavato sarà destinato a iniziative concrete a favore dell’infanzia
In Campania saranno acquistati materiali ludico-didattici per le case famiglia e doni destinati ai piccoli pazienti dei reparti pediatrici degli ospedali napoletani. Parallelamente, il sostegno raggiungerà il Kenya, in particolare Malindi e i villaggi limitrofi, dove saranno forniti beni di prima necessità e materiale scolastico a scuole e orfanotrofi.
«Questa edizione nasce da un’esperienza che mi ha cambiato profondamente – ha raccontato Alfonsina Longobardi –. In Africa ho imparato che la fragilità non spegne la luce delle persone, ma la rende ancora più intensa. Ritrovarsi oggi in oltre tremila significa aver costruito una comunità che crede davvero nella solidarietà. Ogni contributo raccolto diventerà un gesto concreto d’amore per tanti bambini, senza conoscere confini».
Protagonista assoluta è stata naturalmente anche la gastronomia
Oltre 270 professionisti tra chef, pizzaioli, pasticcieri, panificatori, produttori e artigiani hanno dato vita a un percorso del gusto che ha raccontato il meglio della tradizione e della creatività contemporanea. Dagli antipasti ai primi, dalle preparazioni alla brace – tra carne, pesce e proposte vegetariane – fino ai dessert, il pubblico ha potuto vivere un vero viaggio tra sapori, cantine, cocktail e curiosità, impreziosito anche dalla presenza dell’idrosommelier e dello spettacolo del freestyle della pizza.
Grande attenzione ha riscosso l’area dedicata ai dolci e ai gelati, dove erano presenti alcune delle più importanti firme della pasticceria italiana. Tra queste la Pasticceria Mennella, recentemente inserita da TasteAtlas tra le eccellenze mondiali del gelato artigianale, confermando ancora una volta il valore della tradizione dolciaria campana.
Tra le postazioni più apprezzate della serata si sono distinte quelle firmate da alcune delle eccellenze della ristorazione e dell’arte dolciaria campana. Grande affluenza per ‘A Figlia do Marenaro, che ha portato il mare in tavola con la sua cucina identitaria e una pasta, patate e provola con astice e limone; così come per le creazioni di Ciro Poppella, autentico punto di riferimento della pasticceria napoletana, e del maestro Sabatino Sirica, interprete di una tradizione che continua a emozionare generazioni di golosi. Molto partecipata anche la presenza del Magma Bistrot di Torre del Greco, con una proposta capace di valorizzare il territorio e l’apicoltura alle falde del Vesuvio; Vega Restaurant, espressione di una cucina contemporanea raffinata ed elegante a cura dello chef Agostino Malapena, e del maestro pizzaiolo Gianfranco Iervolino, tra gli ambasciatori dell’arte bianca campana. Infine, gli assaggi più fotografati e apprezzati della serata anche quello firmato da Ornella Buzzone di Public House Burger Gourmet, che ha conquistato il pubblico con il suo iconico hot dog gourmet, interpretazione raffinata dello street food, realizzata con ingredienti selezionati, tecnica e creatività,
Un patrimonio di competenze e umanità che, per una sera, ha messo da parte la competizione per condividere un obiettivo comune, dimostrare che il cibo può essere uno straordinario strumento di inclusione, partecipazione e sostegno concreto a chi ne ha più bisogno.
Accanto alla gastronomia non è mancato lo spettacolo
Condotta da Ida Piccolo, la serata ha visto alternarsi sul palco artisti, musicisti e comici che hanno accompagnato il pubblico con leggerezza ed emozione. Tra i protagonisti Peppe Laurato, Ludo Brusco – Mr. Hyde, Jhosef Zampella, Mario Forte, Tony Cristiano, Marco Lanzuise, Marica Gambardella e numerosi altri ospiti che hanno aderito gratuitamente all’iniziativa, sposandone pienamente i valori.
Fondamentale anche il contributo degli chef testimonial, tra cui gli stellati Ciro Sicignano, Domenico Iavarone e Michele De Leo, insieme a numerosi volti noti del mondo dello spettacolo e della comunicazione che hanno sostenuto la manifestazione con la loro presenza.
Uno degli aspetti più significativi dell’evento è stato il coinvolgimento diretto dei giovani e delle realtà sociali del territorio. Gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Viviani” di Castellammare di Stabia hanno lavorato fianco a fianco con gli chef, vivendo un’importante esperienza formativa, mentre i ragazzi del Don Orione di Ercolano sono stati parte attiva dell’organizzazione, dimostrando concretamente come inclusione e supporto possano trasformarsi in opportunità.
Determinante anche il sostegno dei partner che hanno creduto nel progetto, contribuendo alla realizzazione di una manifestazione diventata ormai un punto di riferimento nel panorama benefico campano. Villa Tony, Goeldlin Collection, Gerli, Le Delizie, Nuceria Inox, Cooperativa Sociale Sirio, Primi Exotic Fruit e Rugiada Società Cooperativa Sociale hanno condiviso una visione comune fondata su responsabilità sociale e valorizzazione del territorio.
Dopo diciotto edizioni, “Cenando sotto un Cielo Diverso” continua a dimostrare che la cucina può essere molto più di un’esperienza gastronomica e diventare un linguaggio universale capace di unire persone, abbattere barriere e trasformare la solidarietà in azioni concrete. Il successo di questa edizione conferma che quando il bene comune diventa protagonista, ogni tavola può trasformarsi in un luogo di speranza.