In Virginia sull’acqua
Sulla costa sud-orientale della Virginia, affacciata sulla baia di Chesapeake e sull’Oceano Atlantico, Norfolk è una città portuale sede della più grande base navale del mondo e offre un’esperienza unica per gli appassionati di mare e storia militare.
Il waterfront di Norfolk offre passeggiate panoramiche lungo il porto, dove è possibile ammirare navi da guerra e imbarcazioni di ogni tipo. La città combina perfettamente il fascino marittimo con la ricca tradizione navale americana, rendendola meta ideale per chi cerca cultura, storia e atmosfere oceaniche.
Il Nauticus, museo marittimo interattivo situato sul lungomare, rappresenta una delle attrazioni principali. Qui i visitatori possono esplorare mostre sulla scienza marina, la tecnologia navale e persino salire a bordo della USS Wisconsin, una corazzata della Seconda Guerra Mondiale perfettamente conservata.
L’eroe della Seconda Guerra Mondiale
Adiacente al Nauticus si trova il MacArthur Memorial, dedicato al generale Douglas MacArthur. Questo complesso museale, ospitato in un’antica corte cittadina, custodisce documenti, uniformi e cimeli che raccontano la vita del celebre comandante. Il memoriale si sviluppa in nove gallerie disposte intorno alla rotonda centrale, dove MacArthur e sua moglie Jean sono sepolti. La cripta, semplice ma imponente, è sorvegliata da una guardia d’onore. Una luce naturale filtra dalla cupola sovrastante, creando un’atmosfera di reverenza. Iscrizioni sulle pareti circostanti riportano citazioni dei discorsi più famosi del generale, incluso il suo commovente addio a West Point: Old soldiers never die, they just fade away, I vecchi soldati non muoiono mai, semplicemente svaniscono.
Le gallerie espositive presentano una collezione straordinaria di oggetti personali, uniformi, medaglie (MacArthur ricevette la Medal of Honor, la più alta decorazione militare americana), documenti, fotografie e cimeli. Una delle sezioni più toccanti è dedicata alla sua infanzia e alla formazione a West Point, con fotografie che mostrano un giovane MacArthur determinato e ambizioso. Particolarmente impressionante è la sua uniforme di gala, con le cinque stelle da General of the Army, rango raggiunto nel 1944.
Un’intera galleria è dedicata alla Seconda Guerra Mondiale nel Pacifico. Qui si può seguire la campagna di MacArthur dall’umiliante ritirata dalle Filippine nel 1942 (quando pronunciò la famosa promessa I shall return) fino alla vittoriosa riconquista di Manila e alla resa giapponese. Mappamondi, carte militari originali, ordini di battaglia e filmati d’epoca documentano la strategia dell’island hopping che portò alla vittoria. Una replica del tavolo dove fu firmata la resa giapponese e la bandiera americana che sventolò sulla USS Missouri quel 2 settembre 1945 sono tra i pezzi più significativi.
Un generale ribelle
Interessante è anche la sezione del Memoriale dedicata all’occupazione del Giappone dal 1945 al 1951, quando MacArthur esercitò un potere praticamente assoluto, supervisionando la trasformazione del Giappone da impero militarista a democrazia moderna. Fotografie lo mostrano mentre incontra l’imperatore Hirohito, dirige la stesura della nuova costituzione giapponese e implementa riforme radicali nella società giapponese. La sua influenza fu così profonda che molti giapponesi lo considerarono una sorta di sovrano illuminato.
La galleria sulla Guerra di Corea documenta l’ultimo e più controverso capitolo della carriera di MacArthur. Inizialmente vincente con il brillante sbarco di Inchon che capovolse le sorti del conflitto, MacArthur si spinse fino al confine cinese, provocando l’intervento massiccio della Cina. Il suo aspro scontro pubblico con il presidente Truman sulla conduzione della guerra, culminato nella sua rimozione dall’incarico nell’aprile 1951, è presentato in modo equilibrato, con documenti che illustrano entrambe le posizioni. Una sala di proiezione mostra il suo drammatico discorso al Congresso dopo il ritorno in patria, un momento che galvanizzò l’America. Il memoriale non si limita a celebrare acriticamente MacArthur: diverse esposizioni affrontano anche le controversie che circondarono la sua carriera.
La sorpresa del Crysler Museum
Ma Norfolk è anche città d’arte, per la presenza della notevole collezione di quadri, sculture e altre opere d’arte del Chrysler Museum of Art, noto anche per la sua collezione di fotografie con oltre 3.000 originali che documentano l’evoluzione del mezzo fotografico dalle sue origini ottocentesche all’arte concettuale contemporanea. Sono presenti opere di tutti i grandi maestri: Ansel Adams, Walker Evans, Diane Arbus, Cindy Sherman e altri.
Le arti decorative costituiscono un’altra area di eccellenza, con straordinarie collezioni di ceramiche, argenteria, mobili e tessuti che documentano l’evoluzione del gusto e dell’artigianato attraverso i secoli. Particolarmente notevole è la collezione di porcellane cinesi, con pezzi risalenti a diverse dinastie.
Il museo è ad accesso gratuito, una scelta coraggiosa che riflette la missione di rendere l’arte accessibile a tutta la comunità. Questa politica, adottata nel 2014, ha comportato un significativo aumento delle visite, trasformando il Chrysler in un centro culturale vitale per Norfolk e l’intera regione meridionale della Virginia costiera.
Largo al vetro
Di fronte al museo, il Perry Glass Studium, anch’esso ad accesso gratuito, è dedicato unicamente al vetro, con dimostrazioni quotidiane su come si produce e numerose gallerie con opere contemporanee che esplorano l’intero spettro delle possibilità creative: sculture monumentali che sfidano le aspettative di fragilità del materiale, installazioni che giocano con luce e trasparenza, pezzi concettuali che interrogano la natura del vetro come mezzo artistico. Artisti come William Morris creano complesse composizioni naturalistiche, Toots Zynsky modella filamenti di vetro colorato in forme organiche, mentre artisti europei come Stanislav Libenský e Jaroslava Brychtová hanno sviluppato la tecnica del vetro fuso in stampi per creare monumentali sculture astratte.
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