È stata presentata alcuni giorni fa a Milano, a Palazzo Lombardia, “Visione Vino Oltrepò”, una nuova community del vino dell’Oltrepò Pavese.
Questo territorio, con i suoi circa 3000 ettari vitati a Pinot Nero, su un totale di 13.500 ettari totali di superficie viticola, domina incontrastato in Italia con questo vitigno, è la terza zona al mondo per estensione dopo Borgogna e Champagne e rappresenta il cuore pulsante della viticoltura lombarda con oltre il 62% della produzione vinicola regionale; lo confermano i numeri offerti da TEHA (The European House-Ambrosetti) in occasione della presentazione della community “Visione Vino Oltrepò”.
Sarà Voghera a ospitare il forum “Visione Vino” che si terrà i prossimi 16 e 17 ottobre al teatro Valentino Garavani dove verrà presentato in anteprima il “Rapporto Strategico Visione Vino 2026”, frutto del lavoro della nuova community TEHA e che approfondirà, inoltre, l’evoluzione dei consumi interni di vino, che vede l’Italia scendere al terzo posto mondiale e quella dei mercati internazionali, nei quali il commercio in volume è diminuito del 9,1% rispetto al 2021 pur mantenendo stabile il valore complessivo.
Una parte significativa è dedicata all’impatto del cambiamento climatico, che nel 2024 ha fatto registrare in Italia la più alta anomalia termica di sempre, pari a +2,72°C sulla media storica, portando a perdite economiche per 8,5 miliardi di euro nel settore agricolo, con una proiezione di oltre 13 miliardi entro il 2050.
Spazio anche al tema dell’enoturismo, sempre più centrale nella valorizzazione dei territori, e al passaggio generazionale, un processo ancora in corso nel 40% delle aziende del settore.
“L’Oltrepò Pavese, ha sottolineato Benedetta Brioschi, Partner TEHA e Responsabile Food-Retail, tracciando la linea del cammino della nuova Community Visione Vino in vista del Forum del prossimo ottobre, riserva un potenziale ancora non pienamente espresso: a fronte degli oltre 2.800 ettari di Pinot Nero, la produzione certificata si ferma a meno di un milione di bottiglie tra Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG e Pinot Nero DOC, un divario che rappresenta una delle principali opportunità strategiche per il futuro del territorio e uno dei principali assi di indagine della nuova Community”.
Una visione confermata da Riccardo Binda, direttore Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese: “Nonostante la crisi del vino a livello globale, l’Oltrepò è il territorio italiano che ha più margini di sviluppo sia in termini di numero di bottiglie prodotte, sia per lo sviluppo di nuovi impianti soprattutto in altitudine per contrastare gli effetti del cambiamento climatico“.
Aprire oggi uno spazio di confronto sul vino e sull’Oltrepò Pavese, ha detto Tommaso Rossini, presidente della Sede di Pavia di Assolombarda, “significa riconoscere il valore di un territorio che è in cambiamento e che merita una riflessione strutturata, autorevole e orientata al futuro. Il vino non è solo una filiera produttiva, ma un sistema complesso che intreccia identità, impresa, paesaggio, cultura e mercati“.
“La decisione di TEHA di sviluppare la sua prima Community Vino proprio partendo da Voghera, è una scelta «smart» logisticamente parlando, ma soprattutto dall’alto valore simbolico. È la porta dell’Oltrepò e, allo stesso tempo, è un punto di accesso naturale per una platea nazionale. È il posto giusto, pur restando nella dimensione di provincia, di prossimità e fuori dai palazzi, per far incontrare filiera, imprese, comunità, istituzioni, mercati“, ha aggiunto Giovanni Palli, presidente della Provincia di Pavia.