La Rocchetta Mattei è nata sulle rovine di un castello medievale del XIII secolo costruito sull’Appennino tosco-emiliano in località Savignano, nel comune di Grizzana Morandi.
La Rocchetta deve il suo nome al conte Cesare Mattei che ne modifico’ più volte la struttura con stili diversi: dal Neomedievale al Moresco, dal Neorinascimentale al Liberty. È un dedalo di torri, scalinate, saloni e locali privati.
Splendide sono la Sala dei Novanta, la Cappella degli Archi bianconeri, la Sala della Musica, la camera da letto e la tomba del Conte ed impareggiabili il Corridoio, il Cortile dei Leoni, il Cortile pensile ed il Cortile centrale.
Nel 2005 la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna acquistò il castello e ne iniziò un restauro, ad oggi non ancora terminato, per mantenerne la struttura artistica originaria.
Grazie ad un accordo tra la Fondazione Carisbo, il Comune di Grizzana Morandi, la Città metropolitana di Bologna e l’Unione Comuni Appennino Bolognese, dopo anni di chiusura, dal 2015 è nuovamente visitabile.
Chi era Cesare Mattei?
Cesare Mattei divenne conte nel 1847 come riconoscimento di una donazione terriera a Comacchio da lui fatta a favore della Chiesa.
Nacque a Bologna nel 1809 da famiglia agiata che gli permise di conoscere e frequentare alcuni dei più importanti personaggi dell’epoca come Paolo Costa, Gioacchino Rossini e Marco Minghetti.
Nel 1837 fu uno dei fondatori della Cassa di Risparmio in Bologna.
Dopo un periodo trascorso a Vigorso, nel 1850 acquistò i terreni dove sorgevano le rovine del castello ed iniziò e diresse i lavori per la costruzione della Rocchetta. Condusse vita da signore medievale e si occupo’ alacremente dello studio e diffusione della medicina alternativa, l’elettromeopatia che gli assicurò fama mondiale.
Elettromeopatia
L’elettromeopatia è una teoria medica alternativa fondata da Cesare Mattei con lo scopo di ristabilire il corretto equilibrio delle cariche elettriche nel corpo e riportarlo alla neutralità.
Mattei credeva infatti che le malattie derivassero da uno squilibrio delle cariche elettriche del corpo.
Per effettuarla ricorse a principi simili all’omeopatia in combinazione con cinque “liquidi elettrici” derivati da piante.
Queste le sue parole: «Il corpo vive di sangue e di linfa; che sono i soli agenti che, mescolati in differenti maniere, danno forme diverse a tutto l’essere fisico dell’uomo. Se la linfa è viziata produce una malattia linfatica. Se è viziato il sangue genera una malattia angioitica (così chiamava le patologie ematiche). Nelle grandi infermità è viziato il sangue e la linfa a un tempo…»
La medicina ufficiale osteggiò l’elettromeopatia che ottenne comunque grande favore internazionale.
Lo stesso scrittore russo Dostoevskij la cita nei “Fratelli Karamazov” nel punto in cui il diavolo si lamenta con Ivan dei suoi reumatismi:“Essendo disperato, ho scritto al conte Mattei a Milano. Lui mi ha mandato un libro e delle gocce. Dio lo benedica”.
La Rocchetta contiene, unica al mondo, documenti e reperti sull’argomento.
La Rocchetta Mattei appare all’occhio del visitatore come una costruzione stravagante e fiabesca.
E’ un luogo suggestivo che riserva al visitatore un’esperienza suggestiva: un crogiolo di storia, architettura e scienza innovativa che non passò inosservata al mondo cinema. Il regista Marco Bellocchio la scelse come set del film “Enrico IV” nel 1984 e Pupi Avati vi diresse nel 1968 la pellicola “Balsamus, l’uomo di Satana”.