Taglio del nastro
Si è inaugurata oggi con il tradizionale taglio del nastro da parte del Sindaco Roberto Dipiazza al Generali Convention Center di Trieste la manifestazione fieristica Olio Capitale, giunta alla 18.edizione. Il salone dell’olio extravergine d’oliva tipico e di qualità continuerà per tutto il fine settimana fino al 15 marzo, con 233 espositori, da 14 regioni italiane e dalla Croazia, buyer da 13 Paesi di tutto il mondo. A Trieste sono 25 i ristoranti coinvolti con piatti dove l’olio sarà protagonista e 10 bar che proporranno per l’occasione diversi Cockt-oil.
L’evento, realizzato da Aries della Camera di Commercio Venezia Giulia, con partner il Comune, l’Associazione nazionale delle Città dell’Olio e Io Sono Friuli Venezia Giulia, si conferma un punto di riferimento e di incontro per centinaia di operatori del settore ma anche per il pubblico, che può conoscere da vicino i produttori, le caratteristiche degli oli, le provenienze e potrà anche partecipare a degustazioni e ad altre iniziative.
Giovani produttori messi in luce
Dopo i discorsi inaugurali, il convegno di apertura è stato dedicato alle giovani generazioni che portano avanti una produzione agroalimentare di grande tradizione, che nella Campagna olearia 2025 si è attestata tra le 270 e le 290 mila tonnellate. Il legame con il territorio e l’amore per la terra in molte regioni italiane pongono l’olivicoltura al vertice di un sistema agroalimentare che annovera produzioni di eccellenza con 500 cultivar e 50 oli a denominazione protetta e un legame indissolubile tra produttori e territorio che è unico. La bellezza del paesaggio italiano, che ci rende unici nel mondo, sta proprio nella cura delle campagne e delle colline, di cui gli uliveti costituiscono una parte importante.
L’edizione 2026 di Olio Capitale pone dunque attenzione ai giovani, a coloro i quali portano avanti la tradizione dell’olivicoltura radicata nei Paesi del Mediterraneo fin dall’antichità, costituendo anche un simbolo culturale, di pace e prosperità. Dalla tradizione nascono eccellenze che tutto il mondo riconosce all’Italia, con caratteristiche organolettiche diverse a seconda della cultivar e della zona di produzione, ma che tutte assieme danno vita all’ingrediente principe della Dieta mediterranea e di quella Cucina italiana Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
Produttori storici
Le storie che stanno dietro alle aziende produttrici sono estremamente variegate. Da una parte, ci sono produttori storici, che coltivano da generazioni e generazioni oliveti di famiglia, dall’altra, giovani imprenditori che si dedicano, magari affiancandolo a un altro lavoro, al recupero di oliveti sottoutilizzati o abbandonati.
Tra coloro che portano il peso dei secoli di una storia di famiglia che si tramanda gli uliveti nella piana di Catania e sulle pendici dell’Etna, l’Azienda Agricola Sinatra da Paternò, guidata da Gaetano Salvatore Sinatra, volto ben noto ai visitatori triestini e della regione per le numerose presenze nell’arco di queste manifestazioni. Il titolare si occupa fin da bambino con passione all’azienda di famiglia, attuando e migliorando la produzione fino ad ottenere oggi un extravergine d’oliva di eccellenza per elevata intensità degli oli vivaci, con sensazioni di cardo e carciofo e talvolta di pomodoro verde, mandorla verde e foglie.
L’olio, ottenuto dalla varietà Nocellara dell’Etna assolutamente tipica della zona, deve la sua specificità ai metodi di coltivazione tradizionali e naturali. Da quattro secoli la famiglia possiede le terre, che oggi producono, oltre all’olio extravergine di oliva, ottime marmellate di agrumi e gelsi neri, mandorle e tanto frumento.
Poderi Milano
Ai giovani imprenditori che con impegno e coraggio portano avanti le loro aziende l’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio ha voluto dare voce in questo convegno, sottolineando l’importanza di quanto le nuove generazioni stanno facendo e comprendendo l’innovazione che hanno portato in azienda anche attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti della comunicazione digitale e dei social media. È indispensabile, infatti, coniugare la cultura sapienziale tipica dell’agricoltura con le nuove tecnologie che si sviluppano a ritmi sempre più incalzanti ed è quindi essenziale sostenere quei giovani che hanno il coraggio di intraprendere un’attività quale quella agricola, faticosa, ma ricca di soddisfazioni, evitando la scelta di abbandonare la terra per andare all’estero allettati anche da stipendi più elevati e migliori sostegni alla quotidianità.
Poderi Milano è un’azienda recentissima, nata lo scorso anno e con sede a Soverato in provincia di Catanzaro. La Calabria è una delle regioni grandi produttrici di olio extravergine di oliva, perché conta 33 differenti cultivar, un chiaro segno di una ricchezza di biodiversità difficile da eguagliare. Al momento l’azienda presenta un solo prodotto etichettato Tenuta Fontanelle, un fruttato medio ottenuto da una monocultivar di Carolea, la varietà più nota della regione, soprattutto nella sua parte ionica, che la tradizione fa risalire addirittura ai tempi della Magna Grecia. Le confezioni proposte sono in bottiglie da 750 o da 500 millilitri, oppure in latte da 5 litri. E’ in progettazione la produzione di una seconda etichetta valorizzando un altro oliveto della proprietà.
Il nome dell’azienda, che si trova in media collina in una zona fortemente vocata alla coltivazione dell’ulivo, non ha connessioni lombarde, come si potrebbe ipotizzare, ma è l’antico nome della famiglia proveniente dalla Spagna: un documento del 1889 testimonia l’acquisto delle prime piante di ulivo nella zona da parte dell’avo Giovanni Milano.
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