Il Mediterraneo è molto più di un confine geografico: è un mare di storie, sapori e saperi che unisce culture e comunità e da questa visione nasce l’alleanza culturale tra Saboris Antigus, progetto dedicato alle tradizioni enogastronomiche e culturali di Trexenta e Sarcidano, che nel 2025 torna con la sua dodicesima edizione, intitolata “I sapori dell’accoglienza: mani, luoghi, volti – il lato umano del cibo”.
Dopo il successo del gemellaggio gastronomico con Creta nel 2024, che aveva messo in luce sorprendenti affinità tra le tradizioni culinarie sarde e quelle dell’isola greca, Saboris Antigus prosegue il suo percorso di connessioni con l’alleanza culturale tra Trexenta-Sarcidano e Dalmazia, che sarà Regione Europea della Gastronomia 2027.
Anche in questo caso, cibo, saperi e pratiche artigianali diventano strumenti di dialogo tra territori, rivelando continuità storiche e culturali che attraversano il bacino mediterraneo.

Trexenta e Sarcidano, nel cuore della Sardegna centrale-meridionale, sono terre di pianure fertili, dolci colline e altopiani punteggiati di pascoli e acque cristalline.
Qui il cibo racconta storia e memoria: pane lavorato a mano, formaggi come il pecorino di Mandas e piatti tradizionali come i pitzottis o la fregola riflettono l’armonia tra uomo, stagione e terra. La Dalmazia centrale, dalla Riviera di Makarska alle isole di Brač, Hvar, Vis e Šolta, unisce coste suggestive, città storiche e un entroterra incontaminato di fiumi, laghi e aziende familiari. La cucina locale, con specialità come la peka, il Paški sir o il brudet, valorizza ingredienti del territorio e tecniche tramandate, raccontando un legame profondo tra natura e tradizione.
Due territori apparentemente lontani s’incontrano attraverso un mare simbolico di mani che custodiscono saperi antichi, scandendo i ritmi della terra, tra il profumo del pane appena sfornato, olio e vino che narrano storie di luoghi e tradizioni, e un’ospitalità che si tramanda come un filo invisibile tra generazioni. Il Mediterraneo diventa così uno spazio dove ciò che funziona oggi può diventare una risorsa per il futuro. A unire, dunque, sono metodi e valori: rispetto per il tempo, attenzione alla materia prima, trasmissione comunitaria dei saperi.
L’alleanza è stata presentata alcuni giorni fa a Gesico, nel corso di un incontro nel quale è stato presentato il progetto della Dalmazia come Regione Europea della Gastronomia, illustrato da Petra Bartulović dell’Ente del Turismo della Contea di Spalato-Dalmazia, da Andrea Matković del Brač Museum, con un racconto antropologico delle tradizioni culinarie dalmate e da Dino e Mia Šeparović, chef e maître-sommelier del Ristorante Kala Supetar, che hanno anche presentato alcune portate simbolo dell’evento, con un intreccio di sapori che raccontano le due culture.
Al termine della serata una cena degustazione, in cui i ravioli alla gesichese e il maiale acixrosciu hanno incontrato le lumache con la fregola, il Brač Vitalac, preziosa tradizione dell’isola di Brač riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Immateriale della Croazia, e la torta Hrapoćuša, dolce alle noci e mandorle tipico dell’isola croata, componendo un racconto di gusto che unisce Sardegna e Dalmazia in un’esperienza sensoriale unica.
Saperi artigianali, tecniche di cucina e valori comunitari con attori locali che, custodi delle rispettive tradizioni, costruiranno un ponte tra Sardegna e Dalmazia, guardando al futuro senza dimenticare le radici.