Con l’arrivo di settembre, quando le giornate cominciano a farsi più miti, la pianura bolognese si offre volentieri a chi la vuole scoprire in sella, seguendo l’acqua che la modella da secoli. Canali, argini, chiuse e impianti di sollevamento raccontano la storia di questo territorio e ne spiegano il paesaggio agricolo, a nord e a est di Bologna.
Da qui nasce un progetto che mette in rete nove itinerari ciclabili firmati dai tre Consorzi di bonifica del territorio bolognese – Canale Emiliano Romagnolo, Bonifica Burana e Bonifica Renana – realizzati con Sustenia, eXtraBo e Imola Faenza Tourism. Sono gli stessi enti che regolano lo scolo delle acque, gestiscono l’irrigazione dei campi e vigilano sulla sicurezza idraulica, mantenendo in equilibrio una pianura che, per sua natura, tende ad allagarsi o a restare senz’acqua a seconda della stagione. Lungo i tracciati si incontrano le opere che rendono possibile questo equilibrio – canali, chiuse, casse di espansione e impianti idrovori, alcuni secolari e altri più recenti – insieme a punti di interesse storico, architettonico e naturalistico segnalati lungo tutto il percorso.
Tre di questi nove itinerari portano la firma della Bonifica Renana e coprono altrettante zone della pianura, da ovest a est. Questi percorsi, come gli altri sei curati dal CER e dalla Bonifica Burana, sono pubblicati sul sito di eXtraBo, con schede dettagliate pensate anche per chi sale in sella per la prima volta.
Da Bologna verso Sala Bolognese, tra ville storiche e set cinematografici
Si comincia dal centro di Bologna, con un anello pianeggiante di 61 chilometri intitolato “Immersione nel paesaggio agrario, seguendo le tracce del governo secolare delle acque”. Il percorso segue la Ciclovia del Reno fino al borgo di Malacappa, poi corre lungo un tratto alberato di farnie secolari accanto a Villa Sampieri Talon ed entra nel territorio di Sala Bolognese, dove sorge Palazzo Minelli. Chi ama il cinema riconoscerà in questo edificio uno dei set de “La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone”, il film che Pupi Avati girò qui nel 1974 con un cast che comprendeva Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio e Lucio Dalla. Il tracciato prosegue poi verso il territorio di Castello d’Argile, dove si incontrano l’impianto idrovoro del Bagnetto e la cassa di espansione del Dosolo, prima del rientro verso Bologna.
Verso il mare, tra il Canale della Botte e l’Oasi La Rizza
Cambia scenario il secondo itinerario, “Lungo i canali di pianura, per scoprire come le acque di Bologna arrivano al mare”: 65 chilometri che partono dalla stazione ferroviaria di San Pietro in Casale e attraversano il settore nord-orientale della pianura. Si costeggia il Canale della Botte fino a Galliera e Malalbergo, si passa per la Chiesa di Santa Maria di Boschi a Baricella e si arriva all’area di Gandazzolo, dove convergono numerosi canali insieme alla relativa cassa di espansione. Verso la fine del percorso si apre l’Oasi La Rizza, una zona umida che ospita numerose specie di uccelli.
Tra radiotelescopi e la campagna di Medicina
Il terzo percorso, “Alla ricerca delle ultime valli, nella campagna tradizionale tra Idice e Sillaro”, si sviluppa per 60 chilometri ad anello con partenza dalla stazione di Castel San Pietro Terme. Si tocca Villafontana, sede della Partecipanza Agraria, un’istituzione medievale che amministra ancora oggi le terre comuni della zona, per poi arrivare ai Radiotelescopi di Medicina dell’INAF. Il tracciato prosegue verso l’Oasi del Quadrone, riserva naturale per il birdwatching, e raggiunge Medicina, il cui territorio è noto per la coltivazione della cipolla, dorata, bianca e rossa, tutelata da un marchio collettivo del Consorzio della Cipolla di Medicina e prodotta secondo un preciso disciplinare. Il percorso attraversa il centro storico del paese prima di dirigersi verso l’Antica Chiusa sul Sillaro, a Castel San Pietro Terme, che secondo la tradizione locale risale al 1268 e diede origine al Canale dei Mulini, noto anche come Canale di Medicina, avviando nei secoli lo sviluppo economico e agricolo di tutta la pianura a valle.
Tutti e tre gli itinerari sono interamente pianeggianti, percorribili su asfalto e brevi tratti di strada bianca, adatti a cicloturismo, gravel ed e-bike, e richiedono circa quattro ore e mezza di pedalata, soste escluse.
Come organizzare la pedalata
Si parte dal centro di Bologna, da eXtraBo, il punto informativo in piazza del Nettuno, dove sono disponibili anche le tracce GPX, i roadbook di approfondimento e un servizio di noleggio biciclette per chi non ha la propria. Su alcuni tratti si può abbinare treno e bicicletta, salendo a Bologna Centrale e scendendo in una delle stazioni del territorio metropolitano più vicine al percorso scelto.
di Gabriella Baldini