Negli archivi dei Granai della Memoria, progetto dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, è conservata questa intervista eccezionale che l’indimenticabile Carlo Petrini e l’amico inseparabile di Francesco Azio Chiti avevano realizzato nel 2012 a Francesco Guccini.
Quando, nella mattina giovedì 6 agosto, si è diffusa la triste notizia della scomparsa di Francesco Guccini, amico storico di Slow Food e dell’Università di Pollenzo, questo piccolo gioiello è tornato attuale.
Il Maestrone viene qui interpellato da due intervistatori di eccezione, Carlo Petrini e l’inseparabile amico Azio Citi.

Francesco-Guccini, Carlo Petrini, Azio Citi.. Foto Archivio Slow Food – UNISG
Certo, questa è un’occasione che non ci fa rimanere con gli occhi asciutti pensando a Carlin e Azio a cui si aggiunge anche la commozione per la perdita del grande cantautore emiliano.
In questo eccezionale documento registrato nel 2012 a Pavana, nella vecchia casa rifugio di Guccini, il musicista racconta il mestiere del cantautore e non solo.
Guccini spazia infatti dal canto popolare ai diversi gusti musicali generazionali, passando poi dal folklore al cibo, toccando i temi dei piatti tradizionali della memoria, delle preparazioni con i prodotti agroalimentari del territorio, fino alla cultura contadina di Pavana e dell’Appennino.
L’intervista risale al 10 aprile 2012. Un documento- memoria di grande valenza storica.
In un mattino di pioggia primaverile Carlo Petrini e Azio Citi. raggiungono la casa di Francesco a Pavana, nella Montagna Pistoiese, sull’Appennino tosco-emiliano, accolti con il calore di una lunga amicizia.
Il racconto si svolge attorno al tavolo della cucina, e qui la bellissima narrazione di un mestiere, quello del cantastorie: “Non sono un musicista, sono uno che ha avuto a che fare con la musica, un pochino la leggo, appena appena, perché ho fatto le magistrali e lì si studiava anche musica.. (…) sono un orecchiante diciamo.”
Con la consueta e tipica voce grossa e calma, il cantautore parla dei linguaggi della musica, delle sue ricerche sul canto popolare e di alcuni ricordi legati alle campagne intorno a Pavana: è il forte legame che unisce l’artista al suo ambiente. Nei ritmi del moderno folklore, quello del cantastorie sembra allora un mestiere dimenticato.
INDICE DEL VIDEO
- Il mio mestiere
- Ricerche sul canto popolare
- Il linguaggio della musica
- Clan generazionali e gusti musicali
- L’artista e il suo ambiente
- L’immediatezza di una canzone