Un nome, una storia! Perchè “eroici”?
Si tratta di vini provenienti da filari collocati in luoghi quasi irraggiungibili: vitigni su cime isolate e impervie o a picco sul mare, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, dall’Irpinia a Merano, dal Trentino-Alto Adige all’Etna.
Si inizia a parlare di “vini eroici” già dai primi anni Cinquanta e quelli delle Cinque Terre ne sono l’esempio più conosciuto.
Caratteristiche
Solo recentemente il Centro di Ricerche Studi e Valorizzazione per la Viticoltura Montana (CERVIM) ha fissato i criteri per valutare un vitigno come “eroico”.
Deve soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:
-le vigne devono essere a più di 500 metri di altitudine;
-i terreni su cui crescono le viti devono avere una pendenza superiore al 30%;
-i filari devono essere coltivati su gradoni o terrazze;
-i vigneti devono trovarsi su piccole isole.
Vini di ghiaccio
Ecco quindi che i coltivatori valdostani, per esempio, senza farsi impaurire dalle temperature sottozero, hanno iniziato a produrre i “vini di ghiaccio”. L’Eiswein si ottiene infatti fermentando le uve congelate lasciate appassire direttamente sulla pianta e nulla ha da invidiare all’incontrastato Passito di Pantelleria, anch’esso, “vino eroico”. Il Passito di Pantelleria, col suo tipico profumo mediterraneo, riesce infatti a sopravvivere al caldo estremo e ai forti venti siciliani.
I Vini Eroici nel mondo
La viticoltura eroica, diffusa soprattutto in Italia, si trova anche in altre zone dell’Europa e del mondo.
La Ribeira Sacra, nelle Isole Canarie, presenta piccoli vigneti centenari posti su terrazze strette con pendenze che superano spesso il 50%, vicini al mare o in prossimità di vulcani.
Nella Valle del Douro, in Portogallo, la coltivazione avviene su versanti ripidi e la raccolta può essere effettuata solo manualmente usando cesti di vimini.
Uscendo dall’Europa, la catena montuosa degli Appalachi, negli Stati Uniti, consente la produzione di vini eccellenti da vigneti posti su inclinazioni proibitive e condizioni climatiche difficili grazie all’impegno, unicamente manuale, dei viticoltori locali.
Non si tratta di viticoltori particolarmente creativi ma di lavoratori abituati ad operare in punti e territori particolarmente critici.
Chi ama veramente la terra non vuole dominarla ma la ascolta e la rispetta ed è, a sua volta, “un produttore eroico”.
Molta curiosità ed attenzione suscita questo settore della viticoltura ed un’intera sezione è stata ad esso dedicata al Salone del Taste tenutasi alla Fortezza da Basso di Firenze dal 7 al 9 febbraio 2026.