Ci sono eventi che raccontano un territorio; e poi ci sono eventi che, nel tempo, contribuiscono a costruirne l’identità. In vent’anni di attività, S.Pellegrino Sapori Ticino è riuscito a fare entrambe le cose, trasformando il Canton Ticino in un crocevia internazionale di cultura gastronomica e ospitalità d’eccellenza.
Dal 13 settembre al 15 novembre 2026 il festival celebrerà la sua ventesima edizione, un traguardo che coincide con una scelta simbolica e significativa: dopo aver ospitato negli anni le cucine e i protagonisti di numerosi Paesi del mondo, la manifestazione torna alle proprie radici dedicando l’intera edizione alla Svizzera e ai suoi chef.

Dany Stauffacher
Una decisione che assume un valore particolare in un momento in cui la gastronomia elvetica vive una stagione di straordinaria vitalità. Se fino a pochi decenni fa la cucina svizzera era percepita soprattutto come espressione delle tradizioni regionali, oggi rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama europeo, capace di coniugare ricerca, sostenibilità, valorizzazione del territorio e apertura internazionale.
I numeri raccontano questa evoluzione meglio di qualsiasi analisi: i ristoranti svizzeri insigniti della stella Michelin sono passati da 84 nel 2010 a 145 nel 2025, mentre la guida GaultMillau recensisce oggi circa 880 indirizzi. Una crescita che riflette non soltanto l’innalzamento della qualità gastronomica, ma anche la crescente centralità del cibo nell’esperienza di viaggio contemporanea.
Sempre più viaggiatori scelgono infatti una destinazione anche per ciò che possono scoprire a tavola. In questo scenario il Canton Ticino occupa una posizione privilegiata: geograficamente svizzero ma profondamente mediterraneo nello stile di vita, nella cultura dell’accoglienza e nelle tradizioni gastronomiche, rappresenta un ponte naturale tra Nord e Sud Europa.

È proprio questa identità a rendere Sapori Ticino un progetto unico; fin dalla sua nascita, il festival non si è limitato a proporre cene d’autore, ma ha costruito occasioni di incontro tra chef, produttori, albergatori e territori, contribuendo a fare della gastronomia uno strumento di promozione turistica e culturale.
L’edizione 2026 porterà in Ticino undici tra i più autorevoli interpreti dell’alta cucina svizzera contemporanea. Insieme rappresentano 21 stelle Michelin e 199 punti GaultMillau. Tra i protagonisti figurano Tanja Grandits, Franck Giovannini, Stéphane Décotterd, Stefan Heilemann, Pascal Steffen, Silvio Germann e Gilles Varone, nomi che incarnano le diverse anime della cucina elvetica contemporanea: dalla valorizzazione delle materie prime alpine alle contaminazioni internazionali, dalla ricerca tecnica alla sostenibilità.

Le loro creazioni saranno ospitate nelle più prestigiose strutture del territorio ticinese, tra hotel storici e ristoranti iconici affacciati sui laghi e sulle montagne del Cantone. Da Lugano ad Ascona, da Locarno a Morcote, ogni appuntamento diventerà un’occasione per raccontare non solo una cucina, ma anche un paesaggio e una cultura dell’ospitalità che fanno del Canton Ticino una delle destinazioni gourmet più interessanti d’Europa.
Come da tradizione, il Grand Opening si terrà presso l’Hotel Splendide Royal di Lugano, mentre il festival si concluderà con il Final Party alla Romantica Boutique Hotel di Melide. Accanto agli eventi ticinesi sono previsti anche due appuntamenti oltre Gottardo dedicati alla promozione del territorio: il 13 ottobre a Losanna, nella sede della prestigiosa EHL Hospitality Business School, e il 27 ottobre al Grand Hotel du Lac di Vevey.
Ma la ventesima edizione segna anche un momento di svolta; gli organizzatori hanno infatti annunciato che il format con cui Sapori Ticino è stato conosciuto negli ultimi vent’anni giungerà al termine del proprio percorso naturale. Non una conclusione, bensì un’evoluzione.
L’esperienza maturata, il patrimonio di relazioni internazionali e il ruolo conquistato nel panorama dell’alta gastronomia continueranno infatti a vivere attraverso nuovi progetti dedicati alla valorizzazione del territorio. Una scelta che riflette i cambiamenti del mondo dell’ospitalità e della ristorazione contemporanea, sempre più orientato verso esperienze immersive e autentiche.

Se il passato di Sapori Ticino è stato quello di portare il mondo in Canton Ticino, il futuro sembra voler raccontare il Cantone al mondo con nuovi linguaggi e nuove formule. Un’eredità importante per un festival che, in due decenni, ha contribuito a trasformare l’enogastronomia in uno degli asset strategici più rilevanti del turismo svizzero.
E forse è proprio questa la lezione più significativa della sua storia: il gusto non è soltanto un piacere, ma un modo per conoscere luoghi, persone e culture. Vent’anni dopo, Sapori Ticino continua a dimostrarlo.