Ci sono luoghi che non si limitano ad accogliere, ma che diventano spazi di pensiero, capaci di interrogare il presente e di suggerire nuove forme di relazione.
Il Muraless Art Hotel di Castel d’Azzano (VR) è uno di questi. Unico al mondo, interamente decorato in street art, nasce come struttura ricettiva ma si afferma nel tempo come museo vivente dell’arte urbana, luogo in cui l’arte non è ornamento, bensì linguaggio sociale.
Con l’inaugurazione della Sala Wega, il Muraless compie un ulteriore passo nel suo percorso culturale, aprendo uno spazio dedicato a meeting, formazione e team building, dove arte, lavoro e società tornano a dialogare.
Un museo vivente di street art
Con oltre novanta stanze, spazi comuni e una facciata esterna monumentale, il Muraless Art Hotel si distingue come la prima e unica struttura al mondo interamente dedicata alla street art.
Il progetto è realizzato in collaborazione con la galleria milanese Deodato Art, con la curatela di Chiara Canali, esperta dei linguaggi dell’arte urbana, e la collaborazione di Andrea Zamengo (Chill Surrealist). La facciata esterna porta la firma di Mr Brainwash, tra gli street artist più quotati a livello internazionale.
Qui l’arte urbana conserva la sua funzione originaria: raccontare il presente, dare voce alle trasformazioni sociali, abitare lo spazio pubblico come luogo di confronto.
La Sala Wega: uno spazio che parla il linguaggio del presente
La nuova Sala Wega nasce come ambiente moderno e tecnologicamente avanzato, dotato di un impianto audio-video con cabina di regia dedicata, capace di offrire esperienze immersive e inclusive.
Ma il suo valore non è solo tecnico: è simbolico.
In una società frammentata, la Sala Wega diventa luogo di presenza, di ascolto e di relazione, elementi sempre più rari anche nel mondo del lavoro contemporaneo. Inserita nel circuito BWH Hotels Italy & South-East Europe e WorldHotels Crafted, riconoscimento che premia la capacità di coniugare arte, design e accoglienza, la sala si propone come cuore di una nuova offerta culturale per il segmento MICE.![]()
L’arte come strumento di relazione: nasce l’Arte del Team Building
È proprio nella Sala Wega che prende forma L’Arte del Team Building, progetto sviluppato in partnership esclusiva con Artichoke, agenzia fondata da Claudia Failla, con un background ventennale nel management e nelle Risorse Umane.
Artichoke nasce con l’intento di creare un ponte tra artisti e mondo del lavoro, ripensando il team building come strumento strategico capace di generare valore reale: migliorare la collaborazione, sviluppare il problem solving, rafforzare il senso di appartenenza. L’arte diventa così un linguaggio condiviso, in grado di superare ruoli e gerarchie.
Il Ritratto non Ritratto: identità oltre l’immagine
Tra le esperienze presentate, il Ritratto non Ritratto, firmato dall’artista genovese Melkio, si distingue per la sua forza simbolica. Artista phygital, capace di muoversi tra materia e digitale, Melkio indaga i confini dell’identità e della rappresentazione, esplorando il rapporto tra presenza fisica e dimensione tecnologica.
Le sue opere sono esposte in gallerie europee e in Canada, oltre a essere proiettate in luoghi iconici come Times Square a New York, Miami, Seoul, Dubai e Istanbul. Ha collaborato anche con l’Istituto Italiano di Tecnologia, lavorando con il robot umanoide Alter Ego 3, dimostrando come arte e tecnologia possano dialogare in modo profondo, non come mondi contrapposti ma come linguaggi complementari.
Nel Ritratto non Ritratto, l’atto creativo diventa spazio di rivelazione: non ciò che si mostra, ma ciò che emerge. Un processo che restituisce all’arte la sua funzione più autentica di specchio del tempo presente.
Murale Partecipativo: il gesto collettivo come esperienza sociale
Accanto a questa esperienza, il Murale Partecipativo, guidato dall’artista italiano NSN997, residente a Madrid e attivo a livello internazionale, rafforza la dimensione comunitaria del progetto.
Creare insieme un’opera significa accettare il dialogo, la differenza, il compromesso. Il murale diventa così gesto collettivo, capace di unire simbolicamente la Sala Wega alla sede aziendale e di generare coesione e responsabilità condivisa.
In un’epoca segnata dall’individualismo, l’arte torna a essere spazio di relazione e costruzione comune.
Oltre il lavoro: l’arte come allenamento alla complessità
Queste esperienze si distinguono nettamente dalle tradizionali attività di team building.
L’arte stimola la criticità, favorisce la flessibilità mentale e rende i partecipanti proattivi, trasformando il processo creativo in una palestra di consapevolezza.
Grazie a un approccio sartoriale, Artichoke sviluppa percorsi calibrati sugli obiettivi aziendali, mentre la Sala Wega ospita anche meeting, conferenze e workshop, arricchiti da intervalli creativi di 1–2 ore orientati al benessere organizzativo.
Un modello culturale prima che aziendale
Con la nuova Sala Wega, il Muraless Art Hotel si propone come polo d’eccellenza per il segmento MICE, affiancando alle nuove proposte creative altre due sale polifunzionali, per una capacità complessiva di 220 posti, che consente lo svolgimento simultaneo di più attività.
Ma prima ancora che un modello organizzativo, quello del Muraless è un modello culturale: dimostra come l’arte, quando è viva e incarnata, possa restituire centralità alle persone e profondità al lavoro.
L’arte come chiave di lettura del presente
In un tempo segnato dalla velocità, dalla frammentazione e dall’iper-rappresentazione, l’arte continua a svolgere il suo compito più autentico: rendere visibile ciò che attraversa il nostro presente, anche quando non sappiamo ancora dargli un nome.
La Sala Wega, inserita in un luogo che fa della street art un linguaggio vivo, non propone solo nuove modalità di incontro, ma suggerisce una lettura più ampia della realtà: quella in cui arte, lavoro e società tornano a dialogare, riconoscendo nell’arte non un ornamento, ma uno strumento critico capace di interrogare il reale e restituirgli senso.
https://muralessarthotel.guestreservations.com/
2 commenti
Tania scrive bene!
Grazie per apprezzare.