In questa edizione di Grandi Langhe (2026) mi ero proposto di visitare solo tre produttori, di tre territori diversi, rappresentativi di quei luoghi, uniti da un denominatore comune: dovevano essere piccoli produttori, che avevano saputo preservare e valorizzare la storicità del loro patrimonio vitivinicolo locale, che portassero sui banchi di assaggio etichette meno conosciute ma notevoli. Volevo parlare con loro, ascoltare la voce di chi aveva fatto anche qualche salto mortale prima d’arrivare al traguardo. Gente del vino che potesse avere ancora dei sogni, che non era ancora arrivata al traguardo. Volevo sapere qualcosa di più dai “secondi”, che mi raccontassero un po’ della loro vita di questo “mondo rosso, bianco, rosato, dolce, frizzante”.

Filari nell’azienda Paride Chiovini. Fonte: sito aziendale. Stefano Cavigioli
Devo dire che la mia ricerca è andata a buon fine. Ho selezionato tre aziende vitivinicole “minori” ma eccellenti nel ricchissimo panorama enoico piemontese. Le tre aziende che ho individuato parlano tre dialetti diversi, provenendo da tre zone differenti del Piemonte , una in provincia di Novara e due in provincia di Asti.
Così sono andato a visitare il desk della Cantina Roggero Vini di Albugnano (Asti), (QUI l’intervista), dell’azienda Azienda Paride Chiovini e Maria Elena Randetti di Sizzano (Novara) e di Guido Vada Azienda Agricola di Coazzolo (Asti) di cui parlerò nel prossimo articolo..
E andiamo a scoprire l’Alto Piemonte, la provincia novarese, tra colline moreniche e il fiume Sesia. Terreni più profondi ed argillosi nella parte alta della collina, più ciottolosi e più sciolti lungo i versanti più occidentali che scendono verso il fondo valle. La coltivazione della vite qui è antichissima, risale addirittura all’epoca celtica (VII sec. a.C.). Ben noti e apprezzati sin dal Medioevo, i vini novaresi toccarono il massimo della loro fama nell’Ottocento, quando furono considerati tra i migliori d’Italia. Boca, Ghemme, Sizzano, Fara sono le Doc storiche legate ad altrettanti paesi.
Sono tutti figli del Nebbiolo e le loro caratteristiche particolari stanno, oltre che nell’unicità del terroir dove nascono, anche nei diversi apporti di altri vitigni quali Bonarda novarese (Uva rara), Vespolina e Croatina, le cui uve entrano in percentuali diverse nel Disciplinare di produzione delle varie Doc.
AZIENDA PARIDE CHIOVINI – SIZZANO (NOVARA)
L’INTERVISTA A MARIA ELENA RANDETTI
Maria Elena, puoi raccontarci la vostra azienda, calpestando quella terra tra i filari?
“Ci troviamo nella zona alta del Piemonte, su una fascia collinare della provincia novarese, un territorio ancora tutto da scoprire, ma con grandissime potenzialità dal punto di vista della viticoltura. Attualmente produciamo 5 mila bottiglie su una superficie vitata di 5 ettari. Il microclima favorevole ed il terreno di origine morenica, composto da argille, sabbia e ciottoli, lo rendono particolarmente adatto alla produzione di vini. Assieme a Paride Chiovini, il mio socio, produciamo Sizzano Doc prodotto secondo Disciplinare da uve Nebbiolo, Uva Rara e Vespolina, ma anche Ghemme Doc, in quanto abbiamo un piccola porzione di terreno nel territorio di Ghemme. L’attività è iniziata nel 1997 e le prime etichette nascono nel 2003”.
Su che terreni insistono questi filari?
“I nostri terreni hanno una componente molto minerale, dovuta alla presenza in tempi lontanissimi del SuperVulcano della Valsesia a 15 km da noi (Patrimonio Unesco). Questo permette una produzione di vini unici che traggono vantaggio da questo antico passato geologico. La mineralità del suolo vulcanico sabbioso si riflette nei profili dei vini, permettendo di fare vini con note minerali distintive e una bella acidità, conferendo, così freschezza, una marcata sapidità al palato e piacevolezza di beva”.

Fonte: sito aziendale. Stefano Cavigioli
Maria Elena, vedo sul vostro banco d’assaggio alcune bottiglie. Ci puoi fare sinteticamente una panoramica
“Abbiamo deciso di portare a Grandi Langhe le nostre etichette più rappresentative: I vini traggono ispirazione dagli Dei e dagli eroi dell’antica Grecia. Un rosso, Briseide, Colline Novaresi Doc, 100% uve Bonarda; Eros, un rosato a base Nebbiolo; Afrodite, un rosso vino da vitigno autoctono del nostro territorio, la Vespolina; infine, Priamo, da Nebbiolo 100%, con vinificazione in cemento; un Ghemme Docg, 100% Nebbiolo, molto tradizionale e il nostro cavallo di battaglia, il Sizzano Doc, 60% uve Nebbiolo, 30% Vespolina e 10% Uva Rara, uno dei vini più storici dell’Alto Piemonte che lo stesso Cavour aveva definito ‘migliore dei vini della Borgogna’. Siamo una piccola Doc, una decina di produttori nell’Alto Piemonte che credono nelle sue potenzialità e che risulta avere un ottimo orizzonte di crescita in Italia me anche all’estero”.
Perché un semplice appassionato del vino o un operatore o ristoratore deve bussare alla vostra cantina
“Semplicemente perché noi siamo piccoli produttori con la volontà di mettersi in gioco sempre. Lì troverà me o Paride che accogliamo con molto entusiasmo chiunque venga a trovarci per assaggiare i nostri vini; non abbiamo dipendenti. Siamo piccoli ma lavoriamo con molta onestà professionale, con estrema dedizione e, non ultimo, riusciamo a portare in bottiglia vini estremamente particolari, figli di un territorio unico, di un terroir straordinario”.
Cosa ti ha spinto, Maria Elena, a diventare produttrice di vino
“Premetto che sono nata a Sizzano, quindi in un territorio a forte vocazione agricola. Ho deciso di entrare in questo mondo solo nel 2021, quando sono entrata nella Paride Chiovini come socia. Il mio background lavorativo mi aveva portata in giro per l’Italia e non solo e dopo il Covid ho deciso di investire nel settore vitivinicolo, perché avevo capito le grosse potenzialità che questo comparto potesse avere in futuro e in questa zona del Piemonte”.
Sto guardando i tuoi occhi e mi accorgo che sei sognatrice. Non posso esimermi dal chiederti quale sogno vorresti augurarti prossimamente
“Beh, il prossimo sogno vorrei fosse un incontro con tanti appassionati del vino, portarli sul nostro splendido territorio, fare conoscere loro questo terroir particolare, unico, i filari storici dell’Alto Piemonte, per portarli all’attenzioni del mondo. E che il mondo si accorgesse delle enormi potenzialità delle nostre colline, della grande bellezza di questi luoghi. Vorrei che questo sogno si trasformasse in realtà a breve”.

Vigneti a Sizzano. Azienda Paride Chiovini. Fonte: sito aziendale
Qualcuno mi ha detto che i vignaioli non sognano, perché hanno poco tempo per dormire… tu invece mi dici che…
“Bisogna sognare, perché senza sogni non si va da nessuna parte!”.
Resto nel dubbio, ma di una cosa sono certo: “che voi vignaioli avete un cuore grande”.
Ho assaggiato il Sizzano Doc: colore rubino intenso, con lievi sfumature verso il granato. Al naso mostra evidenti sentori di bosco e di viola ed una bella mineralità. Il gusto è intenso e morbido, lasciando nel finale una sensazione amaricante molto piacevole e persistente. Finezza ed eleganza.
Grazie alla gentilezza di Maria Elena