Il Piemonte presenta una vasta superficie boschiva, che rappresenta non solo un patrimonio naturale da tutelare, ma anche una risorsa fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio.

Lariceto sulla montagna di Oulx , Alta Valle di Susa. Credits Andrea Di Bella
Con una copertura forestale che supera il 37% del territorio regionale, pari a 985.000 ettari, il Piemonte si distingue per una superficie boscata superiore alla media europea. A livello nazionale ed europeo, la superficie forestale è in aumento dal dopoguerra, estendendosi di circa l’1% all’anno, a seguito dell’abbandono di territori coltivati e pascoli, soprattutto in montagna.
I boschi piemontesi, se gestiti in modo sostenibile, offrono numerosi servizi vitali che vanno ben oltre la semplice bellezza paesaggistica. Ospitano circa 1 miliardo di alberi.
Ma quanto sono naturali i boschi?
I boschi piemontesi, come gran parte di quelli europei, sono il risultato di millenarie azioni umane: circa il 60% di essi è seminaturale, ossia conserva elementi naturali ma è stato influenzato dalla gestione umana. Una cosa è certa! Il bosco non ha bisogno dell’uomo, ma l’uomo ha bisogno del bosco. Come è ormai noto infatti, i boschi svolgono un ruolo cruciale nell’assorbimento di anidride carbonica, contribuendo a contrastare i cambiamenti climatici. Inoltre, una copertura forestale stabile ha grande importanza nella tutela delle risorse idriche e nella protezione del territorio da fenomeni meteorici intensi che possono innescare valanghe, caduta di massi, fenomeni franosi superficiali e alluvioni.
Occorre valorizzare il patrimonio forestale e ottimizzarne la gestione ai fini di una maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Per comprendere come il Piemonte stia affrontando il problema, Coldiretti Torino ha organizzato un viaggio stampa per incontrare i tecnici del Consorzio Forestale Alta Valle Susa a Oulx e, successivamente, visitare un bosco di larici sulla montagna. Scopo di Coldiretti è far conoscere all’opinione pubblica le anime diverse dell’agricoltura montana.
Per questo, abbiamo incontrato la Dott. For. Lucia Caffo, Tecnico Forestale del Consorzio.
“La gestione sostenibile delle foreste nell’Alta Valle Susa – dichiara Lucia Caffo – è regolata dal Piano Forestale Aziendale (PFA), e segue i criteri della selvicoltura prossima alla natura. Si basa su interventi mirati per garantire la naturalità, la resilienza e la produttività delle foreste, con un approccio integrato che bilancia conservazione ambientale, sicurezza territoriale e sviluppo economico”.
La gestione del bosco oltre alla sua importanza ambientale, oggi ha anche una funzione economica.
La funzione economica del bosco
“La gestione moderna della foresta risponde certamente ad esigenze economiche, ma serve anche a rispondere a tutti i servizi ecosistemici che essa stessa ci offre: dalla sicurezza del territorio (caduta massi, valanghe, erosioni, incendi), allo stoccaggio di CO₂ per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, alla produzione di legname, ma anche a garantire il benessere forestale dei visitatori. Tutti gli interventi sono progettati da tecnici forestali con l’obiettivo di avere foreste nelle quali siano presenti differenti specie di alberi, di età diverse. In tal modo, i popolamenti sono più resistenti e resilienti agli effetti derivanti dai cambiamenti climatici. Mescolare specie e alberi di differenti età, mantenere alberi senescenti o morti e ricchi di habitat è la strategia per garantire un elevato livello di biodiversità della foresta”.

Lucia Caffo illustra la gestione delle foreste. Credits Andrea Di Bella
La gestione del patrimonio forestale
“Occorre sottolineare che non solo in Alta Valle di Susa, ma nell’intero Piemonte la superficie boschiva sta aumentando, andando a colonizzare i territori in qualche modo abbandonati dalle pratiche colturali e pastorali tipiche di questi territori. Popolamenti di nuova formazione, precursori dell’evoluzione di una foresta più stabile. La gestione forestale punta sicuramente alla sicurezza del territori, a valorizzare le coperture forestali sulla base dei servizi ecosistemici che possono espletare”.
Visita al lariceto sopra Oulx
“Ci troviamo in un lariceto a circa 1500 m.s.l.m. che produce legnami di alta qualità, sempre nel Comune di Oulx, e seguendo le dinamiche naturali vediamo un progressivo aumento dell’abete rosso che potrà essere valorizzato per la biodiversità, in un bosco anche con diverse classi cronologiche al suo interno”.
Bosco e psicologia
Con Lucia Caffo abbandoniamo ora le tematiche legate alla gestione tecnica del bosco per parlare di “bosco e psicologia: gli effetti benefici della foresta”. “Il bosco sicuramente ti dà benessere psicofisico – sottolinea la Caffo -. Lo provo nel mio lavoro quotidiano. Significa abbassare le tensioni della vita quotidiana, godere di aria pura, di un clima differente. Il bosco parla, ci ricorda quanto siamo piccoli, oltre che fisicamente anche dal punto di vista dell’energia. La forza della natura è enorme, ci sovrasta. Mi chiedi se il bosco possa andare avanti, svilupparsi senza la mano dell’uomo! Ebbene, questo è il bello, il bosco può andare avanti senza di noi, da solo. È di una libertà sensazionale. Possiamo fare qualcosa per aiutarlo a vivere, a salvarsi. Ma è soprattutto il bosco che fa qualcosa per aiutare noi, e di questo dobbiamo essere tutti consapevoli”.

Tortelloni al ragu di montagna. Credits Andrea Di Bella
Il pranzo: l’Agriturismo “Cré Seren”
È l’ora del pranzo. Si scende a valle e si risale a Giaglione: si raggiunge l’agriturismo di Campagna Amica “Cré Seren”, posto magnifico nella borgata di montagna: è l’occasione per presentare la rete degli agriturismi di Terra Nostra Campagna Amica. Prodotti tipici del territorio in un contesto rurale di notevole bellezza.
L’alta qualità delle materie prime, i sapori di un tempo, i profumi di una cucina sana del territorio e una vista spettacolare dell’Alta Valle Susa sono ingredienti rilevanti di questo luogo del silenzio. E poi i vini: siamo sulle pendici della montagna tra antichi terrazzi di pietra, e qui crescono i filari di viti della famiglia Martina, viti eroiche a picco sulla valle: Avanà, Becuet, Pinot nero, Traminer, Chardonnay. Tutti espressione della tradizione valsusina, grazie allo straordinario microclima di montagna.

Avanà dell’Azienda Agricola Martina. Credits Andrea Di Bella
Centrale idroelettrica Iren di Pont Ventoux-Susa
Nel pomeriggio la visita si è spostata nel cuore della montagna di Giaglione per capire l’uso delle risorse idriche e la gestione dell’acqua. Ospiti della maestosa Centrale idroelettrica di Pont Ventoux-Susa, Gruppo Iren, abbiamo concluso una giornata interessante.