Tutto pronto per le semifinali e finali italiane dell’Espresso Italiano Champion 2026, in programma il 17 e 18 giugno presso la Mokador Experience Academy a Faenza, in provincia di Ravenna.
Promosso dall’Istituto Espresso Italiano l’evento rappresenta l’appuntamento di riferimento per la valorizzazione dell’espresso e della professionalità del barista e riunirà alcuni tra i migliori professionisti del settore provenienti da tutta Italia, selezionati nei mesi scorsi, pronti a confrontarsi in una competizione che premia tecnica, sensibilità sensoriale e capacità di interpretazione dell’espresso secondo gli standard dell’Istituto.

Alessandro Borea, Presidente IEI
“Questa manifestazione rappresenta un ormai un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per la formazione continua e per l’espressione professionale del barista italiano – ha affermato il presidente dell’Istituto Espresso Italiano, Alessandro Borea – attraverso il confronto diretto e l’utilizzo di standard condivisi, i professionisti hanno l’opportunità di affinare competenze, valorizzare il proprio talento e contribuire a rafforzare la cultura dell’espresso di qualità e in questo senso l’Espresso Italiano Champion è il luogo in cui la tradizione del caffè al bar incontra l’innovazione e dove il ruolo del barista emerge in tutta la sua centralità”.
I concorrenti saranno chiamati a esprimersi utilizzando la macchina La San Marco modello La D multiboiler e il macinadosatore Eureka Helios 75, a garanzia di performance e precisione. La qualità dell’acqua sarà garantita dagli esperti di Brita.

Matteo Castellari, CEO di Mokador
L’Espresso Italiano Champion si conferma non solo una competizione, ma un vero e proprio momento di crescita e confronto per tutta la filiera: con questa iniziativa, infatti, l’Istituto Espresso Italiano rinnova ogni anno il proprio impegno nella promozione dell’Espresso Italiano Certificato e nella valorizzazione delle competenze professionali, elementi chiave per il futuro del settore. Negli anni ha coinvolto centinaia di professionisti da una decina di paesi, sia quelli con una lunga tradizione nel caffè sia i cosiddetti nuovi mercati.
“L’espresso italiano è un’icona assoluta che ci rende celebri nel mondo, per questo abbiamo il preciso dovere di custodirlo e valorizzarlo. In Mokador, la qualità certificata è il valore cardine attorno a cui ruota ogni nostro sforzo quotidiano; per questo crediamo che una competizione come questa sia un’opportunità concreta per dare il giusto risalto ai baristi, veri ambasciatori del gusto e pilastri fondamentali dell’intera filiera del caffè”, ha ribadito Matteo Castellari, CEO di Mokador
I segreti per diventare il migliore
Durante la competizione, il banco bar diventa un vero e proprio palcoscenico. I concorrenti si muovono con gesti precisi e misurati, regolano la macinatura, ascoltano il suono del caffè che cade nel filtro, osservano ogni dettaglio. Ogni azione è frutto di conoscenza, allenamento e attenzione. L’estrazione dell’espresso diventa così un momento centrale, quasi rituale: pochi secondi in cui si concentrano competenze tecniche, controllo delle variabili e capacità di interpretare il prodotto. Nella tazzina si ritrova il lavoro del barista, espresso in equilibrio, aromi e consistenza.
Ma la gara non è solo tecnica, è anche stile, presenza, capacità di lavorare con sicurezza e naturalezza davanti ai giudici. Conta anche saper descrivere e narrare il prodotto che andranno a lavorare, dimostrando non solo la conoscenza delle sue caratteristiche ma anche il significato che la miscela portata in gara ha per il concorrente e le motivazioni che l’hanno portato a sceglierla. Il concorrente dimostra la propria identità professionale attraverso il modo in cui organizza il lavoro, gestisce il tempo, si relaziona con lo spazio del bar e racconta il prodotto.