Pesa quanto una mela ed è pensato per essere mangiato con una mano: è il prossimo passo della miniaturizzazione del cocomero su cui lavora Known-You Seed, azienda sementiera taiwanese fondata nel 1968 e specializzata in sementi di ortaggi e frutta.
La sperimentazione è stata presentata alcuni giorni fa all’Azienda Agricola Bologna Miriam di Lido di Spina, nel comune di Comacchio, nell’incontro tecnico “Insieme per il futuro del cocomero”, organizzato da Known-You Seed Europa, la filiale europea dell’azienda, con il Consorzio Dolce Passione.
Sul campo e in una mostra pomologica allestita per l’occasione, sono state esposte le varietà su cui l’azienda lavora da anni.
Dopo la presentazione di giugno a Cesenatico, dove Sandro Colombi di Known-You Seed Europa aveva solo accennato all’orientamento verso pezzature più piccole, a Lido di Spina è arrivato un dato più preciso. Colombi, direttore commerciale Europa di Known-You Seed Europa, ha annunciato la disponibilità di frutti del calibro di una grossa mela, 500-800 grammi, con polpa dolce e praticamente senza buccia. “Un frutto snack, da passeggio per gli amanti del consumo di frutti con poche calorie“, ha spiegato Colombi, aggiungendo che il prodotto disseta e apporta sali minerali e vitamine.
Il mercato premia le taglie ridotte
Non è una tendenza isolata. Secondo i dati diffusi dal Consorzio Dolce Passione, ogni famiglia italiana consuma in media circa 14 chili di cocomero l’anno, ma la domanda si è spostata sui formati piccoli: mini e midi coprono insieme circa il 90% degli acquisti, mentre il cocomero tradizionale, oltre i 7-8 chili, resiste solo tra chi segue la tradizione o vende il prodotto a fette.
La strada verso la miniaturizzazione passa da tappe precedenti: prima i cocomeri senza semi, poi le varietà a buccia nera, che hanno trovato subito il favore del consumatore. “In questi ultimi anni abbiamo puntato molto sulla qualità“, spiega Brian Liang, responsabile di Known-You Seed Europa. “Lavoriamo su frutti a polpa soda, rossa o gialla, con grado Brix sempre superiore a 13“. Sul fronte agronomico, l’azienda sta anche sviluppando varietà resistenti a insetti e funghi, per ridurre i trattamenti in campo.
Chi porta questi cocomeri sul mercato
Tra le varietà a buccia nera nate da questo lavoro c’è Dark Star, che in poco tempo si è ritagliato uno spazio solido tra i banchi della grande distribuzione. A portarlo sul mercato è il Consorzio Dolce Passione, costituito nel 2023: ne fanno parte Ortofrutta Castello di Stanghella (Padova), il Gruppo Cico-Mazzoni di Tresigallo (Ferrara) e Lorenzini Naturamica di Sermide (Mantova). Insieme coltivano circa 400 ettari in 11 regioni ed esportano oltre metà della produzione, come ha ricordato il direttore Luciano Trentini.
L’Azienda Agricola Bologna Miriam, che ha ospitato l’incontro, coltiva cocomeri insieme a peperoni, cetrioli, zucche e pomodori. Accanto ai campi, una distesa di girasoli ornamentali, non destinata alla produzione di seme, funziona da rifugio per api e insetti impollinatori.
Al termine della giornata, lo chef ferrarese Mauro Spadoni ha proposto un menù interamente a base di cocomero, dall’aperitivo al dolce: le sue ricette sono raccolte online sul sito del Consorzio Dolce Passione, per chi vuole riprodurle a casa.
di Gabriella Baldini