L’essenza rustica del ristorante
Nel dinamico quartiere di Bloomingdale, a pochi minuti dal traffico del centro e raggiungibile anche con un breve percorso in autobus, si trova The Red Hen, un indirizzo che da anni rappresenta la cucina italo-americana a Washington. Lontano dal clamore delle grandi insegne, questo ristorante che si nota appena dalla strada con un paio di vetrine e una piccola porta di ingresso offre un’esperienza culinaria focalizzata sull’autenticità e sui sapori robusti. Per questo ha meritato l’apprezzamento di un pubblico locale e comincia ad essere scoperto dai turisti in visita alla capitale statunitense.
Dopo essere stato aperto nel 2013 da due soci e amici di lunga data, Michael Friedman e Michael O’ Malley, Michael Friedman ha mantenuto il ruolo di proprietario ed Executive Chef, ma cinque anni fa ha chiamato Robert Caine per il ruolo di chef operativo. Robert lavora fianco a fianco con Mike Hiatt nel ruolo di General Manager. Iniziativa di grande successo fin dal suo esordio, dopo la chiusura dovuta alla pandemia con questo nuovo assetto il locale si è affermato ancor di più come un punto di riferimento cittadino. Lo chef e la sua brigata di cucina propongono una cucina che interpreta i piatti di tradizione italiana con la ricchezza degli ingredienti della costa atlantica americana.
Atmosfera e riconoscimenti
Situato al civico 1822 di First Street NW, il locale colpisce per il suo design che fonde rustico e moderno, creando un ambiente accogliente e informale, ma curato. La sua atmosfera conviviale e un po’ chiassosa, unita alla qualità del cibo, gli è valsa una positiva segnalazione sulla Guida Michelin, un riconoscimento che premia i ristoranti che offrono un eccellente rapporto qualità-prezzo.
La presenza costante in questa guida è da un lato garanzia di qualità, dall’altro fonte autorevole di pubblicità per il locale.
Filosofia Culinaria
La filosofia della cucina è incentrata su piatti stagionali, spesso influenzati dai sapori delle coste orientali americane e della Costiera Amalfitana, ma sempre ancorati alle radici italiane.
Sebbene le specialità evolvano con la stagione, il menù ruota attorno a pilastri intramontabili, con una particolare enfasi sulle paste fresche in diversi formati. La coerenza e la cura di queste preparazioni, curate personalmente dallo chef sono considerate il vero marchio di fabbrica del ristorante.
Il ristorante è aperto tutti i giorni e tutto l’anno soltanto per la cena, che a Washington comincia piuttosto presto per gli standard italiani, e cioè di norma alle 17:30 e alle 17 nei fine settimana, mentre la chiusura è prevista non troppo tardi, non oltre le ore 22:00. Oltre alle opzioni di prenotazione, raccomandate visto il costante affollamento che rende difficile trovare tavoli liberi specialmente il sabato e la domenica, il ristorante mantiene una vecchia tradizione molto gradita dai clienti, aperta a chi si presenta all’ultimo minuto, con alcuni posti a sedere disponibili al bancone del bar in base all’ordine di arrivo. Anche per questo il via via alla porta d’ingresso è continuo e spesso la fila si prolunga in strada.
I piatti del menù
I toast partono con una scelta tra focaccia grigliata con burro, sale marino, ravanelli affettati e aggiunta di vere acciughe siciliane, i crostini di ricotta con salsa al tartufo nero, impreziositi da un tocco di miele di fiori selvatici, i crostini di zucca con sesamo, pistacchio, melograno e prezzemolo e infine la mousse di fegato di pollo e foie gras addolcita da una conserva di fichi e accompagnata da timo fresco, pane grigliato.
Tra gli antipasti vengono proposti arancini di funghi, crocchette di risotto fritte, funghi selvatici, aiolì e ricotta salata; insalata di cicoria, radicchio, Castelfranco, trevisano, fonduta di gorgonzola, mela, nocciole, vinaigrette all’acero; broccolini carbonizzati, vinaigrette al peperoncino calabrese, nocciole tostate, uvetta dorata, polpo spagnolo grigliato, gnocchi alla romana croccanti e basilico; la burrata di una fattoria locale accompagnata da zucca, burro, sciroppo d’acero, nocciole, vinaigrette ai capperi e salvia fritta.
Sono i diversi piatti di pasta però a fare la parte del leone e aver creato la fama del ristorante: campanelle con crema di porcini, funghi selvatici arrostiti, salvia, rosmarino, pangrattato e parmigiano; gnocchetti con cremosa di zucca, miso, pancetta, sesamo, cavolo nero, arancia e parmigiano; linguine al nero di seppia con calamari, peperoncino, aglio, zenzero, vino bianco, limone e pecorino romano; mafalde con costine corte di manzo di una fattoria locale, cipolle caramellate, pomodoro, origano e parmigiano.
Il piatto firma dello chef, che farebbe bella figura in qualsiasi ristorante in Italia, sono i mezzi rigatoni al pomodoro, con un ragù di salsiccia al finocchio, aglio, imbiancati da una nevicata di pecorino romano.
Secondi piatti di carne, dessert e una lista di vini e birre completano un menù che rimane un esempio di come una cucina di qualità, abbinata a un’atmosfera allegra, conviviale e senza pretese, possa prosperare e lasciare un segno nell’articolato scenario gastronomico della capitale americana.
Info:
The Red Hen
1822 First Street NW, Washington(USA)
Tel. 001 202 5253021
Email: info@theredhendc.com