Ai visitatori che entrano a Gravina in Puglia provenienti da Bari non può essere sfuggito il gigantesco gallo in terracotta alle porte della città: è la “Cola Cola”.
Souvenir irrinunciabile dopo una visita a Gravina, è una creazione in terracotta, simbolo del folklore pugliese.
Il fischietto
Il nome “Cola Cola” (còula-còule in dialetto gravinese) trae origine dalla gazza (Pica Caudata), uccello tipico del territorio.
E’ un fischietto. Nel passato il suo suono veniva usato per scacciare il malocchio ed ancora oggi è simbolo di buon augurio. Ha origini arcaiche e se ne trovano tracce nella mitologia del dio Pan.
In origine non aveva il piedistallo perchè veniva portato al collo dai bambini poveri che lo usavano come giocattolo, l’unico di cui potessero disporre, e dai cacciatori come richiamo per gli uccelli. Ha i colori intensi della natura fertile: blu, verde e giallo sono il cielo, i campi ed il grano.
Viene prodotto grazie alla maestria e all’amore della quinta generazione della famiglia Logsci che lo inventò.
Chi ancora lo crea impiega cura, abilità e precisione per donarci un manufatto unico, un sibolo di resistenza culturale ed artigianale. Ha diverse grandezze.
Gli artigiani modellano a mano l’argilla che si trova nella campagna della Murgia. La dividono in due “pagnotte” (che vengono poi unite per creare il corpo dell’uccello), la seccano e la mettono in acqua affinchè si umidifichi. Scavano nell’interno una forma conica per permettere, tramite il foro per il fischietto posto sull’estremità destra, di ottenere il tipico suono DO diesis e MI. La “Cola Cola” viene infine cotta in fornaci ad alte temperature, tra i 700 e gli 800 gradi Celsius.

Il Museo
La sua storia è visibile nel Museo della Cola di Gravina dove quadri, libri, riviste ed il meglio della sua produzione testimoniano quanto conosciuto fosse già, più di un secolo fa, in giro per il mondo.

Il Museo occupa cinque stanze del Monastero delle Suore Domenicane di Santa Maria di Gravina dove nacque colui che diventò Papa Benedetto XI. Dalla piazza antistante si può ammirare un suggestivo panorama: la gravina ed il Ponte Acquedotto. La gravina che dà il nome alla città è un profondo canyon che ne caratterizza il singolare paesaggio. Il Ponte dell’Acquedotto, costruito probabilmente attorno al ‘600 sul torrente Gravina, è un’imponente struttura che ne collega le due sponde.
Due simboli di una terra unica come unica è la “Cola Cola”.