Domani torna “Coltiviamo la Cultura – Festa dell’Agricoltura nelle Dimore Storiche”, l’iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS per valorizzare due pilastri identitari del nostro Paese: cultura e agricoltura, beni insostituibili e profondamente radicati nel territorio.
Giunta alla quarta edizione, la manifestazione coinvolgerà oltre 50 dimore storiche in 15 regioni italiane, offrendo al pubblico l’occasione di scoprire come le antiche residenze, custodi di storia, arte e tradizioni, siano oggi anche motori di sviluppo sostenibile per i territori agricoli italiani.
Anche quest’anno ad aprire le loro porte non saranno soltanto le dimore attive in ambito agricolo, ma tutte quelle che, in virtù dello stretto legame con il territorio in cui si trovano, hanno deciso di ospitare produttori agricoli o realtà artigianali locali.
Fra le attività e le esperienze proposte al pubblico nelle varie dimore ci saranno degustazioni, laboratori, mercatini, conferenze e workshop, oltre alla possibilità di fruire ove possibile di visite guidate alle residenze stesse. Un’occasione preziosa per conoscere da vicino la ricchezza del patrimonio rurale e il legame profondo che unisce le residenze storiche al mondo produttivo agricolo e artigianale.
I dati più recenti dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato, che misura l’impatto sul Paese del sistema diffuso delle dimore storiche italiane, confermano il forte legame delle dimore con l’agricoltura del territorio. Per il 39% delle dimore che svolgono attività agricola, infatti, questa determina oltre il 75% sul reddito annuale, mentre nel 21% dei casi il valore si attesta tra il 50% e il 75%.
Il legame tra vitivinicoltura ed enoturismo si conferma poi trainante: il 100% delle dimore con produzione di vino offre percorsi degustativi e l’85% di esse ha registrato solo nell’ultimo anno un aumento delle visite, per un terzo circa delle dimore in misura addirittura superiore al 30%; dati che dimostrano come la combinazione di agricoltura e patrimonio culturale rappresenti un forte elemento di richiamo anche turistico.
Le dimore storiche si rivelano così non solo custodi di bellezza e memoria, ma anche attori dinamici di un’economia sostenibile e territoriale che integra cultura, agricoltura e turismo, valorizzando i prodotti più autentici del Made in Italy e l’attrattività delle aree rurali.
“Con ‘Coltiviamo la Cultura’ vogliamo ricordare che la dimora storica non è solo un luogo di memoria, ma una realtà viva che genera valore per il territorio. Le nostre dimore sono testimonianze di bellezza e di storia, ma anche motori di economia sostenibile con ricadute occupazionali, benefici concreti per le comunità locali e protagonisti dell’eccellenza del Made in Italy.” – dichiara Maria Pace Odescalchi, presidente Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, che spiega “Oltre una dimora su quattro sorge in piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti, dove svolge un ruolo di presidio attivo di paesaggi rurali e pratiche agricole sostenibili, contribuendo così alla vitalità economica delle aree interne. Attraverso l’agricoltura, l’enoturismo e la promozione del nostro patrimonio culturale le dimore contribuiscono ogni giorno alla crescita delle comunità e alla tutela dei paesaggi italiani.”
Le dimore storiche aperte al pubblico domani:
Abruzzo
Convento di Spoltore, Spoltore (PE)
Palazzo D’Alessandro, Caporciano (AQ)
Palazzo Tilli, Casoli (CH)
Basilicata
Palazzo Arcieri Bitonti, San Mauro Forte (MT)
Palazzo Saraceno, Atella (PZ)
Palazzo Laureano, Tricarico (MT)
Calabria
Museo della Liquirizia Amarelli, Corigliano-Rossano (CS)
Masseria Zurlo, Scandale (KR)
Castello del Principe, Sangineto (CS)
Tenuta Acton di Leporano, Rizziconi (RC)
Palazzo Grillo – Le Corti, Polistena (RC)
Palazzo Provenzano, Catanzaro
Campania
Tenute Casoli Azienda Agricola, Candida (AV)
Emilia-Romagna
Rocca Valle di Castrignano, Langhirano (PR)
Villa La Paleotta, San Marino di Bentivoglio (BO)
Castello Benelli, Bordonchio Bellaria Igea Marina (RN)
Friuli-Venezia Giulia
Palazzo Orgnani, Udine
Villa Pace, Tapogliano (UD)
Villa del Torre, Romans d’Isonzo (GO)
Villa Iachia, Ruda (UD)
La Brunelde – Casaforte d’Arcano, Fagagna (UD)
Palazzo de Gleria, Povolaro di Comeglians (UD)
Palazzo Pavona Asquini, Udine
Villa Ritter de Záhony, Aquileia (UD)
Casa Asquini, Fagagna (UD)
Casaforte di Bergum, Remanzacco (UD)
Lazio
Castello Pinci, Castel San Pietro (RI)
Villa Mergè “Palazzetto”, Frascati (RM)
Villa Cavalletti, Grottaferrata (RM)
Lombardia
Villa Gualdana – Tenuta agricola, Voghera (PV)
Palazzo Guicciardi, Ponte in Valtellina (SO)
Marche
La Pieve, Macerata
Piemonte
Tenuta La Marchesa, Novi Ligure (AL)
Castello di Piovera, Piovera (AL)
Tenuta Berroni, Racconigi (AT)
Castello di Tagliolo, Tagliolo Monferrato (AL)
Principato di Lucedio, Trino (VC)
Puglia
Castello Ducale di Toritto, Toritto (BA)
Palazzo Ducale di Alessano, Alessano (LE)
Sicilia
Giardino di Palazzo Castelnuovo, Palermo
Cantine Pupillo, Siracusa
Palazzo Arezzo di Trefiletti, Ragusa
Toscana
Villa di Bivigliano, Vaglia (FI)
Castello di Motegonzi, Cavriglia (AR)
Palazzo Budini Gattai, Firenze
Umbria
Castello di Montegiove, Montegiove (TR)
Veneto
Villa Artili Perrona, Bosaro (RO)
Villa Tiepolo Passi, Carbonera (TV)
Villa di Dussan, Santa Giustina (BL)
Villa Selvatico da Porto, Vigonza (PD)
Villa Casa Dalla Francesca, Casale di Scodosia (PD)
Sua Maestà La Torre, Bardolino (VR)