Un progetto della Camera di Commercio di Torino ha analizzato i cambiamenti climatici dell’ultimo ventennio negli areali vitivinicoli della provincia di Torino, il fenomeno in atto e lo scenario di cambiamento concreto che caratterizzerà il prossimo futuro.
Col supporto del suo Laboratorio Chimico, viene messa a disposizione del settore la nuova piattaforma digitale “Clima e vite”: uno strumento gratuito in grado di fornire ai viticoltori informazioni tecniche e scientifiche per individuare strategie da adottare sul breve e lungo periodo.

Elena Massarenti, Massimiliano Cipolletta, Bruno Mecca Cici, Gian Luigi Orsolani. Credits Andrea Di Bella
La piattaforma è aggiornata costantemente da professionisti ed esperti, con la supervisione del Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino e della Fondazione Dalmasso. Al momento sono 14 i rischi climatici individuati sull’ambiente e sulla vite, con oltre 100 misure di adattamento proposte.
La nuova piattaforma digitale Clima e vite (climavite.to.camcom.it) è uno strumento gratuito e ad accesso libero pensato per supportare viticoltori, consulenti e tecnici agronomi nella gestione dei principali rischi climatici che interessano il vigneto.
La piattaforma è il risultato di un lavoro condiviso tra professionisti esperti del settore, con la supervisione scientifica del Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino e della Fondazione Dalmasso, e con il coordinamento del Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino.
Clima e vite è uno strumento di servizio che incrocia, per tre macro-periodi stagionali della vite, ben 14 rischi climatici individuati, con 164 effetti sull’ambiente e sulla vite, fornendo 107 misure di adattamento sul breve e lungo periodo. L’affidabilità scientifica del progetto è garantita da 49 indicatori di monitoraggio e 67 fattori di variabilità del danno, con 84 riferimenti a fonti bibliografiche in continuo aggiornamento, 159 parole chiave e 74 voci di glossario.
“Il comparto vitivinicolo torinese si sta confrontando, ormai da anni, con un costante calo della produzione che dipende dal cambiamento climatico. Per questo – sottolinea Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino – abbiamo sostenuto l’iniziativa Clima e vite che, con il coordinamento del nostro Laboratorio Chimico e la collaborazione delle associazioni di categoria e di vignaioli piemontesi, ha permesso di realizzare una piattaforma online ad accesso gratuito, che analizza e fornisce alle nostre imprese indicazioni per difendersi dagli effetti del clima alterato sui vigneti. Uno strumento che, con la costante supervisione scientifica dell’Università di Torino, incrocia ben 14 rischi climatici individuati sull’ambiente e sulla vite, fornendo oltre cento misure di adattamento sul breve e sul lungo periodo. Un compendio, frutto del lavoro condiviso di agronomi e consulenti del settore vitivinicolo, che è un pregevole esempio di capacità di cooperare e di fornire risposte”.
“Come Laboratorio Chimico abbiamo messo a disposizione competenze e capacità di coordinamento per costruire un progetto realmente utile al territorio – spiega Bruno Mecca Cici, Presidente del Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino -. Il nostro ruolo è stato quello di fare sistema, guidando il lavoro dei partner e contribuendo alla nascita della piattaforma Clima e vite, che trasforma dati e conoscenze in uno strumento di gestione semplice e operativo per le imprese vitivinicole. Il Laboratorio Chimico, braccio operativo del sistema camerale, anche in questo progetto si mette al servizio delle imprese offrendo supporto analitico consulenziale e formativo per consentire alle aziende non solo un controllo analitico dei propri prodotti, ma anche, e soprattutto, una corretta interpretazione e utilizzazione dei dati”.
Alla presentazione della piattaforma sono intervenuti Elena Massarenti, responsabile Area Progetti Cia Agricoltori delle Alpi e il Presidente di Confagricoltura Torino, il viticoltore Gian Luigi Orsolani.
LE ASPETTATIVE
Le stime future indicano un possibile innalzamento medio annuo della temperatura tra 1,5 e 2,5 gradi, con anticipi delle fasi fenologiche stimati tra 6 e 22 giorni, fino a ipotizzare in alcune aree vendemmie addirittura a fine luglio.
L’applicazione dei modelli matematici ai dati climatici ha evidenziato, inoltre, come le aree più anomale abbiano subito anche modificazioni delle problematiche fitosanitarie, con una maggiore incidenza della peronospora e soprattutto dell’oidio.
L’INTERFACCIA GRAFICA E LE FUNZIONALITÀ
L’interfaccia grafica è stata progettata e sviluppata da uno spin-off dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di garantire immediatezza, semplicità di navigazione e piena accessibilità.
Le funzionalità della piattaforma e le modalità di consultazione sono progettate secondo percorsi a carattere intuitivo: l’accesso avviene attraverso la sezione “Piattaforma” e poi “Consulta”, dove l’utente trova una tabella organizzata per periodi stagionali (identificati da tre colori). Selezionando la stagione emergono i rischi climatici correlati e, scegliendo il rischio specifico, la consultazione si concentra su effetti sul vigneto e strategie di adattamento, distinguendo tra misure di breve periodo (attuabili nell’annata produttiva) e interventi di lungo periodo (da pianificare strategicamente).
COME GOVERNARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
La piattaforma non intende sostituirsi al consulente e non fornisce soluzioni tecniche “di ultimo miglio”, ma affianca tecnici e viticoltori con contenuti strutturati e validati scientificamente. Le strategie del progetto puntano a un adattamento di ampio respiro, anche grazie alla compartecipazione dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab) del Piemonte, mantenendosi volutamente svincolate dai disciplinari Doc e Docg per non limitare future azioni efficaci rispetto alle mutate condizioni climatiche.
Il cambiamento climatico in viticoltura va considerato un processo da conoscere e in qualche modo governare. Se, da un lato, sempre più spesso gli agricoltori lamentano i danni legati ai fenomeni climatici, dall’altro vanno tenuti presenti anche gli aspetti positivi legati alla migliore maturazione delle uve. Occorrerà quindi ridurre gli effetti più dannosi attraverso misure agronomiche quali l’irrigazione stabile moderna, la scelta di nuove esposizioni dei vigneti rispetto al passato, protezioni antigrandine più efficienti, ma anche combattere efficacemente tutti quegli insetti alieni che, causa il cambiamento climatico, trovano nei vigneti nuovi habitat riproduttivi, uno su tutti la Popillia japonica.