Quando Monica Ruffoni e Stefano Possenti hanno scelto di riaprire le porte di CAsa Priula, non hanno semplicemente inaugurato una nuova gestione: hanno dato avvio a un progetto che unisce decenni di esperienza nell’hotellerie di lusso con l’autenticità di un piccolo borgo alpino affacciato sul Parco delle Orobie, in Valtellina. Il risultato è un luogo che non assomiglia a un albergo e nemmeno a un ristorante: è una casa di montagna che accoglie con la professionalità di un grande hotel e il calore di un rifugio privato.
Monica e Stefano arrivano da una lunga carriera nella direzione di strutture di alto livello e nella consulenza strategica in ambito turistico-alberghiero, in Italia e all’estero. Oggi, quella competenza si traduce in un’attenzione quasi sartoriale per ogni dettaglio: dall’accoglienza al servizio, dalla cura degli ambienti alla selezione delle materie prime.
Gli ospiti lo percepiscono immediatamente. Le recensioni parlano di gestione impeccabile, di un clima familiare ma professionale, di una qualità che sorprende chi arriva ad Albaredo per la prima volta.
Il ristorante interno è uno dei punti di forza della nuova CAsa Priula. La tradizione valtellinese viene rispettata e valorizzata con piatti interamente preparati in casa, dai pizzoccheri agli sciatt, dala pasta fresca alla immancabile polenta taragna.
Accanto ai classici, trovano spazio alcune proposte “firma” che stanno diventando un tratto distintivo della casa. Fra questi il coniglio al forno, le costine intere a cottura lenta e gli arrosti di Black Angus in bassa temperatura. Piatti che raccontano tecnica, pazienza e una visione gastronomica che unisce comfort food e alta cucina.
Le sette camere si affacciano su uno dei panorami più suggestivi delle Orobie. Non è raro che gli ospiti, aprendo le finestre al mattino, si trovino davanti cervi, camosci, rapaci in caccia. La natura qui non è uno sfondo: è parte integrante dell’esperienza. CAsa Priula diventa così un rifugio per chi cerca silenzio, autenticità e un ritmo più umano.

Monica e Stefano se lo ripetono spesso: “Quando un ospite entra nella nostra casa, ci affida il suo tempo migliore: quello del riposo e della vacanza.” Ed è una grande responsabilità. È da questa consapevolezza che nasce la loro filosofia: offrire un’ospitalità che non sia solo servizio, ma cura. Un luogo dove sentirsi accolti, ascoltati, valorizzati.
Ma la rinascita di CAsa Priula è parte di un movimento più ampio. Sta infatti prendendo forma un grande progetto di valorizzazione del territorio, che ruota attorno ad un portale dedicato (passosanmarco.it), una serie di pubblicazioni tematiche per ogni nicchia di mercato identificata, una serie di eventi (motoraduni, corsi ed iniziative di guida sicura, raduni ciclistici, gruppi vocati al trekking), tutta una serie di iniziative condivise con oltre trenta imprenditori che hanno aderito con entusiasmo al progetto. Un’azione coordinata che sta riportando il Passo San Marco al centro dell’offerta turistica delle Valli del Bitto. In questo contesto, CAsa Priula si posiziona come punto di riferimento, sia per la qualità dell’accoglienza sia per la capacità di fare rete.
Parallelamente, Monica e Stefano stanno contribuendo alla definizione di un nuovo prodotto turistico-culturale collaborando con le altre attività commerciali del borgo (Roscafè e Ristorante La Flora): il Sentiero dei Castagni, un percorso naturalistico e didattico dedicato a una delle risorse più preziose nel passato per le piccole realtà montane che vede partenza ed arrivo nella centralissima Piazza san Marco di Albaredo.
Accanto al sentiero sta nascendo anche l’Accademia della Castagna, un club di prodotto che promuoverà eventi, degustazioni, iniziative culturali e gastronomiche legate a questo frutto simbolo dei borghi montani. Un modo per raccontare la montagna non solo attraverso i paesaggi, ma anche riportando in auge la sua memoria agricola e alimentare.
CAsa Priula rappresenta oggi una delle esperienze più complete e curate delle Valli del Bitto: natura, gastronomia, accoglienza, cultura del territorio e una visione di sviluppo condivisa e la nuova gestione di questa piccola perla incastonata nelle Prealpi Orobiche non è solo un cambio di direzione: è la dimostrazione che anche un piccolo borgo alpino può diventare un laboratorio di qualità, innovazione ed ospitalità autentica.