Ed anche il Natale 2025 è arrivato, un altro anno se ne va.
Così come quello scorso, anche questo 2025 che si avvia alla conclusione è stato un anno che andiamo ad archiviare senza nessun rimpianto.
Per la guerra in Ucraina, nonostante tanti tentativi di mediazione, la fine sembra sempre dietro l’angolo ma le armi non riescono proprio a tacere; in Medio Oriente, nonostante la pace precaria raggiunta, continuano tafferugli un po’ ovunque ma soprattutto continua l stato di sofferenza per la popolazione palestinese. Senza dimenticare i tanti altri conflitti in giro per il mondo, di cui poco si sa e si parla.
Il cambiamento climatico, poi, ha portato ad un livello mai visto prima il lungo elenco di sciagure, morte e disperazione nn sl in Italia, ma nel mondo intero e dalla recente COP30 in Brasile sul clima è scaturito l’ennesimo, esile topolino, meno di un’inutile tppa.
Quello del cambiamento climatico è uno dei fattori che stanno facendo lievitare ancora di più il triste elenco delle diseguaglianze tra i vari strati della popolazione, con le classi disagiate in aumento, sempre più povere e in grande difficoltà, spesso senza risposte adeguate alle necessità sempre più impellenti di quello strato sociale della popolazioni in sofferenza che chiedono solamente pace, serenità e qualcosa in più della mera sopravvivenza.
Il riscaldamento globale incombe e se non verrà ridotto porterà alla catastrofe umanitaria ed economica; la speranza è che le generazioni più giovani e combattive abbiano la forza per ribaltare questa situazione.
Ci e vi auguriamo che il nuovo anno che va ad iniziare porti una vera pace in Europa e nel mondo intero, salute, lavoro e speranza per un futuro migliore.