Una città verde
C’è un aspetto della città di Amiens che colpisce quasi subito, anche prima della celebre facciata gotica della sua notissima cattedrale: il rapporto continuo con il verde. Non solo quello spettacolare degli Hortillonnages, gli antichi orti attraversati dai canali della Somme, ma una vera cultura urbana del paesaggio che emerge nei parchi pubblici, nei giardini storici e perfino nei luoghi della memoria. La città sembra respirare attraverso alberi, acqua e aiuole, in un equilibrio raro per un centro urbano di medie dimensioni del nord della Francia.
Proprio sul lato della monumentale cattedrale di Notre-Dame si apre il giardino dell’Arcivescovado, ordinato e silenzioso, quasi una prosecuzione vegetale della pietra scolpita della cattedrale. Un po’ fuori dal centro, un altro luogo racconta questa relazione speciale con la natura: il cimitero della Madeleine, dove riposa Jules Verne, la celebrità locale, sempre molto letto da chi ama i racconti di avventure. Più che un semplice camposanto, è un grande parco romantico ottocentesco, attraversato da alberi monumentali e vialetti ombrosi, nel quale il sepolcro dello scrittore sembra parte integrante del paesaggio.
Un giardino botanico antico
Il cuore botanico della città è il Jardin des Plantes, più vicino al centro storico. È uno dei più antichi giardini botanici di Francia: le sue origini risalgono addirittura al Medioevo, anche se la fondazione ufficiale avvenne nel 1751, quando Luigi XV concesse il terreno all’Académie des Sciences, Lettres et Arts di Amiens affinché vi sorgesse una scuola di botanica. Nel corso dei secoli il giardino si ampliò con collezioni botaniche, serre, un’orangerie e perfino un museo di storia naturale.
Ancora oggi il Jardin des Plantes conserva il disegno regolare settecentesco, con aiuole geometriche bordate di bosso e oltre mille specie vegetali (tra cui piante medicinali sia curative che velenose) organizzate secondo criteri scientifici. Il luogo ha mantenuto la propria vocazione educativa, ma anche una dimensione contemplativa molto amata dagli abitanti. Tra gli elementi più affascinanti spicca la grande serra in stile Napoleone III, costruita alla fine dell’Ottocento, in ferro e vetro, secondo l’estetica dell’epoca. Restaurata negli anni Duemila, la struttura conserva il fascino delle architetture botaniche del XIX secolo, quando le serre europee erano simboli di progresso scientifico e insieme eleganti luoghi mondani. Accanto si trovano l’Orangerie di inizio ‘800 e altre strutture dedicate alla coltivazione e all’acclimatazione delle specie esotiche.
Il mercato sull’acqua
Se il Jardin des Plantes rappresenta la dimensione scientifica e storica del verde cittadino, il mercato sull’acqua ne mostra invece il lato popolare e quotidiano. Ogni sabato mattina, nel quartiere di Saint-Leu, sulle rive del fiume Somme in Place Parmentier, si svolge il tradizionale Marché sur l’eau. Qui arrivano orticoltori degli Hortillonnages, produttori agricoli della regione e piccoli artigiani alimentari con frutta, verdura, formaggi, miele, conserve, birre locali, piante aromatiche, funghi e le immancabili escargots tipiche della cucina francese. L’atmosfera è vivace, colorata, molto amata dagli abitanti di Amiens, che vi si ritrovano presto al mattino tra i profumi dell’acqua e delle bancarelle.
Il mercato affonda le sue radici almeno nei secoli XVI-XVII. Ufficialmente fu però inaugurato nel 1882 proprio in Place Parmentier, allora nuova area urbana realizzata tra i ponti del quartiere Saint-Leu. All’epoca le merci arrivavano direttamente via fiume su barche tradizionali cariche di ortaggi e frutta fresca provenienti dai circa trecento ettari coltivati degli Hortillonnages. Nei decenni successivi il mercato divenne uno dei simboli della città, prima di ridursi progressivamente nel secondo dopoguerra. Ancora oggi alcuni produttori continuano a vendere qui ogni sabato mattina, mentre una volta all’anno, in giugno, si tiene la rievocazione storica con le tradizionali barques à cornet che approdano nuovamente lungo il quai Bélu.
Un ristorante sull’acqua
Ed è proprio vis-à-vis del mercato, oltre il braccio della Somme, che si concentra uno dei luoghi più piacevoli della vita cittadina contemporanea. I ristoranti lungo il quai Bélu si animano soprattutto la sera, con terrazze affacciate sull’acqua e un’atmosfera vivace ma mai rumorosa. Qui si trova anche Le Quai, indirizzo ormai ben conosciuto per una cucina che interpreta il territorio della Piccardia con tecnica moderna e forte attenzione ai produttori locali.
La storia del ristorante è innanzitutto una storia familiare. I fratelli Philippe e Christophe Duprez lo hanno fondato nel 2006, costruendo negli anni un luogo profondamente legato al quartiere e alla Somme. Oggi la cucina è guidata dallo chef Nicolas Medkour, presente da quasi vent’anni, che lavora su stagionalità, regolarità e valorizzazione delle materie prime regionali. La sua idea gastronomica parte dal territorio ma evita il folklore: tradizione e modernità convivono in modo misurato, con una particolare attenzione alle cotture e agli equilibri gustativi.
Cucina della tradizione
Tra i piatti più rappresentativi emerge la Ficelle Picarde, specialità simbolo della regione, qui proposta in una versione raffinata con funghi, scalogno confit e prosciutto artigianale gratinato. Più sorprendente ancora è l’ostrica speciale servita con miele di tiglio IGP della Piccardia e ajoblanco, in un gioco calibrato tra sapidità marina e note floreali.
Interessante anche il Potjevleesch, storica preparazione del nord della Francia a base di carni bianche in gelatina, qui reinterpretata con birra aromatizzata all’astro marittimo della vicina Baia della Somme, oppure il branzino selvaggio accompagnato da salicornia raccolte a mano lungo la costa, capace di aggiungere una freschezza marina intensa, ma elegante. Nei dettagli si coglie la cifra stilistica del ristorante: pickles maison di cavolfiori, more e mirtilli per alleggerire le carni più ricche, salse ben costruite, ricerca costante di equilibrio. Il risultato è una cucina locale ma aperta, ancorata alla Piccardia e insieme contemporanea, coerente con l’identità di Amiens: una città che vive sull’acqua, coltiva il verde e continua a trasformare le proprie tradizioni senza smarrirle mai.
Info
Ente Turismo francese:
Office de Tourisme et des Congrès d’Amiens Métropole:
Ristorante Le Quai: