Valloria è una piccola frazione del Comune di Prelà, in provincial di Imperia, in Liguria, che si contraddistingue per i suoi colori vivaci e per essere un vero e proprio museo e cielo aperto, conosciuto come il borgo delle porte dipinte.
Il suo nome deriva da Vallis Aurea, ovvero la valle d’oro, per via del legame con la coltivazione delle olive e della produzione del prestigioso olio. Qui ci sono più opere d’arte che esseri umani, che sono appena una quarantina, mentre le porte ed i portoni in legno dipinte sono circa centosessanta ed ognuna di esse è un quadro.
Valloria, che fa parte dell’Associazione Italiana dei Paesi Dipinti, è il tipico borgo di origine medioevale dell’entroterra ligure, a una quindicina di chilometri da Imperia, con vicoli tortuosi, architravi e muretti a secco dei terrazzamenti coltivati circondato da colline e da ulivi dove, nelle giornate serene, sembra di toccare le montagne della Corsica e dove l’arte è davvero di casa.
Perdersi tra i carrugi di Valoria
I suoi caratteristici carrugi sono colorati con fantasia, in grado di risaltare in pieno tra il grigio della pietra del centro storico, frutto di di un progetto artistico nato oltre trent’anni fa; un’iniziativa nata con l’obiettivo di recuperare e valorizzare il piccolo borgo medievale, attirando artisti e turisti.
Qui non solo le porte di casa, ma anche quelle delle stalle, dei fienili, delle cantine e dei magazzini sono state dipinte da giovani artisti e da pittori di fama internazionali, con soggetti che variano da paesaggi a figure fantastiche; ritratti di donna, paesaggi, scene sacre o quotidiane, ballerine, pescatori, poeti e musicisti sono solo alcuni dei soggetti che si possono ammirare in questo piccolo gioiellino ligure.
Ogni anno aumentano, poiché in estate si tiene l’evento “A Valloria fai baldoria”, una festa gastronomica arricchita da tre pittori che creano altrettante nuove opera e poi, al fresco tra gli ulivi, si festeggia tutti insieme con piatti della tradizione gastronomica locale.
Il percorso delle porte colorate di Valloria
Il piccolo borgo, un vero e proprio museo a cielo aperto, si visita smarrendosi nelle strette stradine che lo costituiscono; si parte dal grande murales alle porte del paesino, raffigurante la raccolta delle olive, una tradizione di cui i residenti vanno fieri, poi si può raggiungere la zona delle tre fontane nei pressi della chiesa di San Giuseppe, da cui si può ammirare un panorama spettacolare sulla valle. Da lì basterà seguire le indicazioni per ammirare tutte le porte dipinte, ma anche alcuni murales altrettanto stupendi.
Ogni scena merita attenzione, come quella che raffigura gli ulivi secolari, quella della donna a schiena nuda che cerca di recuperare una bottiglia su una mensola troppo alta, quella dell’uomo con l’ombrello, quella della bambina che entra a scuola, che rappresenta la storia del borgo, e tante altre opere che farne una classifica è davvero impossibile.
Inoltre, nella piazza principale che custodisce le prime porte dipinte dal punto di vista cronologico c’è anche un antico oratorio che ospita il Museo delle cose dimenticate, dove sono esposti antichi oggetti della tradizione contadina come i macchinari per il grano, per la produzione dell’olio, aratri, zappe e forconi.