In una delle zone più belle d’Abruzzo, in una stretta gola a metà strada tra Sulmona e Roccaraso, a 1100 metri slm, c’è il piccolo paese di Rocca Pia, borgo di nemmeno 190 abitanti il cui nome un tempo era Rocca Valle Scura e prima ancora Florina.
Il borgo, situato all’interno del Parco Nazionale della Maiella, sull’Altopiano delle Cinque Miglia, è molto pittoresco, specie d’inverno, quando assume l’aspetto di un affascinante presepe, dall’atmosfera magica ed a tratti misteriosa.
Reperti archeologici ritrovati nella zona indicano una frequentazione stagionale e sporadica del luogo, legata alla presenza di vasti pascoli e di un territorio ricco di selvaggina, frequentato sporadicamente da popolazioni antiche che gravitavano nella zona; un percorso naturale utilizzato poi anche come tratturo per condurre le greggi al sud nel periodo invernale.
Le sue origini sono del periodo alto medioevale; sul posto vi era la pieve di San Marcello in Florina ed un castello, i cui resti sono tutt’ora visibili, attorno al quale si sviluppò il borgo fortificato del Castelluccio.
Il suo territorio, oltre alle bellezze naturali della montagna, ha conservato molti elementi architettonici tipici dei borghi medievali: loggiati e arcate, spesso all’ultimo piano, piccole scalinate esterne, con pianerottolo coperto, stretti viottoli acciotolati che si inerpicano lungo il pendio.
L’Altopiano delle Cinquemiglia
Il Piano delle Cinquemiglia, detto anche “La Siberia del Mediterraneo” per il clima particolarmente rigido in cui si trova, è una distesa pianeggiante priva d’insediamenti, utilizzata prevalentemente per il pascolo estivo, per gli sport invernali e come base di partenza per le escursioni verso le montagne della Maiella che le fanno da contorno, ricco di creste, canaloni e gole.
L’altopiano deve il nome all’antica misura romana delle miglia, che corrispondono alla lunghezza del suo percorso sui 9 km. È quindi un caso unico in Europa dove la misura delle “miglia” è ancora usata in un contesto geografico. D’inverno l’altopiano è un deserto di ghiaccio e neve privo di alberi e con una distesa bianca che non finisce più. Le temperature polari sono in parte dovute all’inversione termica che nelle notti serene e senza vento porta il freddo a livelli estremi. Con l’arrivo dell’estate cambia tutto, perché l’altopiano accoglie greggi di ovini, mandrie di cavalli e bovini, che trovano il posto perfetto per pascolare; i colori si accendono di verde e il paesaggio diventa ottimo per belle passeggiate e panorami indimenticabili.
I boschi di faggi, abeti, pin e querce che coprono il monte di Rocca Pia e quelli circostanti sono pieni di animali selvatici tipici dell’ambiente boschivo appenninico, tra i quali poiane, lepri, volpi, donnole, scoiattoli, ma anche lupi ed orsi, protetti e tutelati.
Sui rilievi e nelle immediate vicinanze del paese, c’è anche una notevole quantità di erbe spontanee, molte delle quali utilizzabili nella “medicina verde”, tra cui la genziana, il ginepro, il piretro, la genzianella, la cicuta, la parietaria, il cardo, la belladonna, la valeriana, la segala cornuta, il tasso barbasso, il sambuco, la malva, I’acetosella, il timo.
In paese ci sono da vedere la Chiesa della Madonna del Casale, Palazzo Fidei, Palazzo De Meis, Palazzo Severo, la chiesa di S. Maria Maggiore , la cappella del S.S. Sacramento al cui interno sono custoditi alcuni bellissimi affreschi.
Il turismo leva di sviluppo
RoccaPia, ormai già da diversi anni, ha visto uno sviluppo turistico sia nel periodo estivo che in quello invernale, data la vicinanza con Roccaraso e con gli impianti sciistici di Monte Pratello Aremogna.
Spesso gli sciatori, al ritorno si fermano a Rocca, probabilmente ignari che da qui sono transitati nei secoli passati uomini illustri come Pietro Angeleri, Alfonso d’Aragona, Boccaccio, Lear.
Spesso gli sportivi, sciatori in inverno, escursionisti e cicloturisti d’estate, si fermano nelle trattorie del piccolo borgo per gustare i piatti della gastronomia locale, come le Sagne e fasciuole, tagliatelle corte con fagioli, fatte con acqua e farina e condite con fagioli e lardo battuto; i Cazzarellitti, gnocchetti duri fatti con farina di granturco, farina di grano e conditi con broccoletti, fagioli, patate e lardo battuto; o ancora gli Sciusciej, la stracciatella, uova battute impastate con formaggio in brodo di pecora o di gallina.
I piatti tipici della gastronomia di Rocca Pia
I piatti tipici della gastronomia di Rocca Pia sono però tanti: il Panecuotte, pane raffermo condito con acqua, patate, fagioli, cipolle, sedano, lardo battuto, broccoletti, pomodoro a pezzi; la Zuppa del pecoraio, pane bagnato con siero caldo misto a ricotta; le Patane arranate, cioè patate origanate, tagliate a fette condite con baccala e mollica di pane impastata con origano; oppure la pizza con gli sfrigoli.
Molti i dolci che vengono preparati nelle tradizionali feste religiose; a Pasqua si trovano i Cavallucci, le “bambole e borsette”, la pizza lievitata con semi di anice, i fiadoni ripieni di ricotta di pecora ed uva passa.
A Natale, invece, i dolci caratteristici sono le ciambelline fritte, i Caraceine, cioè fichi secchi bagnati in una pastella di uova e farina e fritti, le ferratelle con uova, strutto ed estratto di cannella, cotte nel suo caratteristico ferro; le Cioffe o Cartellate, dolci fritti e cosparsi di zucchero a velo.