Anche se si trova in territorio svizzero, la Val Poschiavo è da sempre parte integrante della Valtellina; una lingua di terra, la più meridionale del Cantone dei Grigioni, che si allunga verso nord partendo da Tirano, con la strada che parte dal piazzale della basilica della Madonna, solcata dai binari senza protezione del famoso Trenino Rosso del Bernina.
Pochi chilometri di strada e si arriva alla barriera doganale superata la quale si giunge al paese che da il nome alla vallata, Poschiavo, costeggiando prima l’omonimo lago con le sue acque blu nelle quali si rispecchiano le montagne sovrastanti e il lontano picco del Bernina e del Diavolezza; il giro del lago di Poschiavo è la più classica tra le escursioni in zona, un anello di poco più di cinque chilometri percorribili in tutte le stagioni senza alcuna difficoltà.
Proprio sopra al lago c’è un bellissimo alpeggio, raggiungibile anche da Tirano, in cui è situato l’eremo di San Romerio, antico xenodochio posto su un balcone panoramico da cui si gode una vista straordinaria sulla valle.
La strada che sale da Tirano verso il passo costeggia i binari del Trenino Rosso; in un attimo si arriva al viadotto di Brusio, la cui pendenza del 70 per mille è un vero e proprio capolavoro della tecnica, dove i binari si inerpicano a serpentina e che, sia visto dalla strada che visto dal vagone del treno, da l’impressione di essere catapultati all’interno di un plastico ferroviario.
Poschiavo è un bellissimo centro, rinomato per le antiche torri campanarie della chiesa cattolica e di quella riformata, i palazzi cinque e seicenteschi, i pittoreschi vicoli su cui si affacciano molti edifici storici, come Palazzo De Bassus-Mengotti, edificato nel 1655 e oggi sede del Museo Poschiavino e di una tessitura; l’ottocentesca Casa Console, sede di una pregiata collezione di dipinti romantici svizzeri e tedeschi.
La Tor, nei pressi della piazza centrale, simbolo dell’autonomia cittadina, è invece tristemente nota perché nella seicentesca sala delle assemblee vennero celebrati oltre duecento processi per stregoneria.
Tra le particolarità architettoniche più interessanti di Poschiavo troviamo il “quartiere spagnolo“, una serie di edifici liberty fatti costruire dagli emigranti poschiavini in Spagna al loro ritorno in patria, caratterizzati da graziosi balconi, facciate dai colori vivaci e ampi giardini.
Proseguendo verso nord, nella valle, non molto oltre Poschiavo, si giunge a San Carlo, dal quale risalendo un sentiero sulla sinistra il torrente Cavagliasch si arriva a Cavaglia, dov’è possibile ammirare le cosidette “Marmitte dei giganti”, interessanti testimonianze dell’ultima era glaciale simili a quelle della Valchiavenna.