Grigia, nebbiosa, umida e noiosa, una vera zona infelice dove nessuno vorrebbe concedersi una vacanza, figuriamoci anche solo una giornata di evasione. La Pianura Padana ce l’hanno sempre fatta immaginare così, una terra di mezzo tra Bologna e Milano dove si passa senza possibilità di sosta.
E, invece, è una delle zone più interessanti d’Italia: ci sono enormi piantagioni di pomodori, città d’arte e anche un piccolo borgo che sembra una Burano senza mare, che stupirà con le decine di casette colorate raggruppate intorno alla sia piazza centrale: Pomponesco.
Cosa vedere tra le case arcobaleno
Affacciata sul fiume Po, in passato amata dai Gonzaga e scelta da diversi registi che qui hanno ambientato i loro film, Pomponesco fa parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia.
Si tratta di un tipico centro della Bassa Padana dove scorre lento e maestoso il più lungo fiume d’Italia. Qui il paesaggio è classico: piazze ariose e geometriche, vaste campagne coltivate e una spiccata tradizione culinaria che fa innamorare ogni visitatore che entra in ristoranti e osterie.
Ad accompagnare la visita, infatti, non può mancare una sosta per assaggiare la specialità locale: il lüadèl, chiamato anche “pane del Po” o “schiacciatina dei poveri“; un tipo particolare di focaccia da consumare ancora calda, insieme a salumi locali e un buon bicchiere di Lambrusco.
Il borgo delle case colorate
La potente famiglia dei Gonzaga, nel Cinquecento, voleva rendere il paese un simbolo del proprio splendore; lo fece costruendo un castello che divenne residenza di Giulio Cesare Gonzaga, intorno al quale si sviluppò il resto della cittadina. La fortezza è andata distrutta e non esiste più, ma resta la splendida piazza XXIII Aprile con gli imponenti portici.
È qui che si trova il palazzo Comunale con le sue torri e la Chiesa Arcipretale di Santa Felicita e dei Sette Fratelli Martiri (Parrocchia dei Santi Sette Fratelli Martiri). A distinguere Pomponesco da molti altri borghi padani delle vicinanze, ci sono le graziose casette dalle pareti colorate che circondano il centro.Un luogo da film
La piazza XXIII Aprile ha una particolare bellezza prospettica, che i grandi registi non si sono lasciati sfuggire. È stata scenografia di film di Cesare Zavattini, Mario Soldati, Bernardo Bertolucci. L’ultimo film della saga di Don Camillo, di Mario Girotti, è stato girato qui. Proprio a partire da Brescello per poi andare a Viadana, Gualtieri e Pomponesco, ci troviamo nel pieno del territorio in cui sono ambientate le storie di Don Camillo ideate da Giovannino Guareschi, che poi sono diventate set della fortunata e stupenda saga cinematografica.
La Riserva Naturale Garzaia di Pomponesco
Nei dintorni, infine, è possibile fare una passeggiata lungo i percorsi naturalistici della Riserva Naturale Garzaia di Pomponesco, area naturale protetta situata nell’alveo del fiume Po, collegata al centro da quattro accessi, di cui due direttamente dalla strada sull’argine. E dopo aver fatto quattro passi, non c’è niente di meglio che tornare in paese e rifocillarsi con un pasto a base di lüadèl e Lambrusco, oppure se vuoi andare sul classico opta per i cappelletti in brodo con ripieno di carne.
di Antonia Festa by TruRiders