Adagiata sulla sommità del Monte Circe a 631 mt. s.l.m., grazie alla sua posizione panoramica sull’alta valle del Musone, in provincia di Macerata, immersa in una delle zone più belle, rare e floristicamente ricche del paesaggio mediterraneo, Cingoli è denominato il “Balcone delle Marche” e rientra tra i Borghi più belli d’Italia e nel Club delle Bandiere Arancioni.
Da una vasta terrazza sulle mura castellane di origine medievale è infatti possibile godere la vista di gran parte del territorio marchigiano, con la cornice naturale, all’orizzonte, del mar Adriatico e del monte Conero.
Pillole di storia
Le testimonianze più antiche di frequentazione dell’area di Cingoli risalgono al Neolitico; nel IX secolo a.C. il territorio appariva occupato da popolazioni Picene. Nel periodo romano, la città venne ampliata e fortificata da Tito Labieno, cingolano, luogotenente di Cesare nelle Gallie; alla metà del I secolo a.C., in età augustea, Cingoli venne elevata a Municipium.
Con la caduta dell’impero romano, in epoca medioevale, il borgo venne devastato da Goti e Longobardi e l’insediamento si spostò più a ovest, in cima al colle ove sorge oggi. Divenuta feudo del vescovo osimano, nel secondo XII secolo, Cingoli si eresse a libero comune. Tuttavia iniziarono le lotte intestine fra le famiglie nobili locali, fra le quali emerse la famiglia guelfa dei Cima, la quale signoria durò fino alla fine del XV secolo.

Successivamente Francesco Sforza occupò il paese per impossessarsi dei beni dei Cima, e fu visto come difensore del comune in quanto i Cima si sarebbero arricchiti ai danni della comunità. Alla metà del XV secolo Cingoli poteva dare vita ai suoi ordinamenti comunali e al controllo papale sulla Marca senza rinunciare agli spazi giurisdizionali conquistati al tempo dei Cima. In età moderna la chiusura dei consigli consolidò un’oligarchia di governo destinata a configurarsi come nobiltà civica fino all’occupazione napoleonica.
Nel 1725 papa Benedetto XIII ripristina la vecchia cattedra vescovile e Cingoli fu elevata a rango di città. Un cingolano, Francesco Saverio Castiglioni, divenne papa nel 1829 come Pio VIII. Con la Battaglia di Castelfidardo, Cingoli fu annessa al Regno di Sardegna e nel 1861 al Regno d’Italia, seguendo le sorti e la storia del Belpaese.
Da vedere a Cingoli
Una cinta muraria quasi completamente intatta racchiude il grande centro storico e i numerosi monumenti, testimoni del suo glorioso passato, custoditi in quartieri dalle vie tranquille e pittoresche. Una inestimabile collezione di reperti preistorici e di età ellenistico-romana è conservata nel Museo archeologico statale, che ha sede nel pianterreno e nel seminterrato del palazzo comunale.
Il centro si caratterizza per il susseguirsi di palazzi nobiliari dai colori caldi degli intonaci e dai portali rinascimentali. Numerose sono le chiese da visitare: la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, la Chiesa barocca di San Filippo Neri, la Chiesa di San Niccolò e la Chiesa di San Domenico, che custodisce la grande tela della Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto.
Fra gli edifici di architettura civile si segnalano il Palazzo Municipale, Palazzo Conti, Palazzo Puccetti e Palazzo Castiglioni, nel quale nacque papa Pio VIII. Da non perdere la visita al Museo Archeologico, che conserva le testimonianze del vicino sito di Moscosi, risalente all’età del Bronzo, e alla Pinacoteca Comunale “D. Stefanucci”. Fuori dalle mura cittadine sorgono la Collegiata di Sant’Esuperanzio, dalla bella facciata romanica, nel cui interno sono conservate numerose opere d’arte, e il Santuario di Santa Sperandia, la cui struttura originaria risale al XIII secolo e al cui interno si conserva il corpo della santa, nata a Gubbio ma vissuta e morta a Cingoli nel 1276.
Il territorio comunale di Cingoli è molto esteso, caratterizzato da un ricco patrimonio naturalistico e storico-architettonico. Suggestive per gli amanti della natura sono le passeggiate a piedi e in bicicletta che i boschi che attorniano Cingoli regalano: il percorso di Tassinete, quello del Monte Nero, che conduce all’antico eremo silvestrino quello presso il Lago di Castreccioni, uno degli invasi idrici artificiali più grandi e importanti delle Marche, dove è presente un Parco Avventura, oppure quello che dalla Valle del Rio sale al Monte Acuto, luogo a cui è legata l’affascinante leggenda del Serpente e la tessitrice.
Eventi e gastronomia cingolana
Cingoli è anche un paese di sapori e profumi della tradizione. Vi viene coltivala la Mignola, un’ottima varietà di olivo con cui si produce un olio di altissima qualità.
La gustosa cucina locale si basa su ingredienti genuini della tradizione e offre una grande varietà di piatti tipici, come la parmigiana di cardi, che qui si chiamano gobbi, le tagliatelle al sugo di cinghiale, i calcioni, la pizza di formaggio, salumi di grande qualità, come il ciauscolo, mentre tra i dolci troviamo le ciambelle, i cavallucci e il celebre serpe.
Tra gli eventi più significativi che hanno luogo a Cingoli nel corso dell’anno c’è la rievocazione storica “Cingoli 1848”, i Mercatini serali del martedì con artigianato e piccolo antiquariato, Ferragosto a Cingoli, la Fiera dei Morti il 2 novembre e I Tesori del Bosco ad ottobre.