Brugnello, tra Bobbio e Marsaglia, nell’entroterra collinare piacentino, è un minuscolo borgo arroccato a 464 metri d’altezza su uno sperone di roccia a strapiombo sul fiume Trebbia, proprio dove questo fa una curva creando un canyon spettacolare.
Ci vivono solamente 11 persone nelle poche vecchie case in pietra in parte scavate nella roccia, dove ci sono un’unica chiesa e un hotel ristorante per i turisti che vengono a visitarlo.
Pillole di storia
La zona, abitata nell’antichità dai Liguri, e in seguito dai Galli e dai Romani, faceva parte dell’antico Pagus Bagienno di Bobbio, che passò dal dominio romano a quello dei Longobardi, per poi rientrare nei domini del feudo monastico di Bobbio.

Il piccolo borgo, che si chiamava Corte Brugnatella, prendendo nome dai Brugnatelli, nobile famiglia originaria del posto, è di origine medievale ed ha mantenuto l’architettura originaria.
I primi documenti ritrovati in cui Brugnello viene citato risalgono al 580, all’epoca longobarda quando aveva anche il suo castello dove si dice fosse stata costituita una Corte Reale, di cui oggi non rimangono che pochi resti, visibili davanti al Palazzo Brugnatelli.
Successivamente il borgo, insieme a terre e città dell’Alta Valtrebbia e altre valli circostanti passò di mano in mano a diverse Signorie: prima alla famiglia Malaspina per volere di Federico Barbarossa, poi a Galeazzo Visconti, quindi a Simone de Novanton, detto “Lo Scudiero Verde”, poi alla famiglia Porro, per poi tornare ai Brugnatelli; infine dal 1436, entrò a far parte dei feudi dei Dal Verme.
Il borgo cominciò a spopolarsi nel 1930, in seguito allo spostamento della sede parrocchiale del Comune alla vicina Marsaglia e, solo in empi recenti, si è assistito al suo recupero.
Il borgo…
L’ingresso al borgo è segnalato da un cartello scritto a mano e subito si capisce di essere capitati in posto magico, fuori dal tempo, dallo spazio e dalla realtà.
Vicoli, balconi e aiuole fiorite, porte e persiane in legno, case arricchite con decorazioni in pietra con motivi floreali e qualche panchina sempre in pietra, sono decorati con motivi floreali.
La piccola Chiesa di Cosma e Damiano, dell’ XI secolo, sorge nella parte più alta del Borgo, ed è circondata da una terrazza che si affaccia direttamente sulle anse del fiume Trebbia, offrendo un panorama stupendo. Fu costruita su una parte delle rovine del castello, probabilmente in origine come una semplice cappella annessa al castello. Nel corso dei secoli fu più volte restaurata, composta da una singola navata conserva una facciata barocca dipinta, mentre tutto il resto dell’edificio è rimasto in pietra come il villaggio.
Oggi Brugnello è abitato da artisti che hanno dato il loro contributo al restauro delle case e delle strade, rendendolo un borgo delle favole. Passeggiando per l’agglomerato di case traspare evidente l’amore dei suoi abitanti, che lo mantengono pulito e perfettamente conservato.
Qui il tempo sembra essere rimasto fermo all’epoca medievale. Il tutto contornato da un paesaggio naturale di incomparabile bellezza, che rappresenta una fortissima attrazione per turisti ed escursionisti, ma anche per chi ama immergersi e rinfrescarsi nelle acque del fiume durante le afose giornate estive.
…e i suoi dintorni
Sulle colline che circondano Brugnello vi sono numerosi percorsi escursionistici e sentieri con differenti livelli di difficoltà Uno dei percorsi di maggiore attrattiva è il cosiddetto “Anello di Brugnello”, che attraversa antiche frazioni e consente di ammirare al meglio la natura e le anse del fiume Trebbia.
Ai piedi del borgo c’è una spiaggia bianca chiamata “La Chiesetta”, una vera e propria oasi di pace, immersa nella natura incontaminata e protetta dal canyon, con acque cristalline il cui colore ricorda il celeste caraibico e il verde smeraldo.
Le spettacolari gole del Trebbia di questa zona, inoltre, hanno una grande attrattiva per gli appassionati di canoa e kayak, e per i praticanti di rafting e torrentismo.
A pochi chilometri dal borgo parte la prima tappa regionale della Via degli Abati, detta anche “Francigena di Montagna”, la strada che partendo da Pavia attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano in direzione di Lucca e di Roma.
La gastronomia locale
Come tutte le cucine di montagna, la gastronomia locale si basa soprattutto sulle risorse naturali abbondanti in questo territorio come funghi, tartufi, castagne e bacche selvatiche, senza dimenticare che il territorio piacentino annovera salumi tipici D.O.P. (coppa, pancetta e salame) e oltre venti vini D.O.C., tra cui spicca il Bonarda.
Nei ristoranti locali si possono gustare genuine ricette tradizionali, spesso frutto dell’assorbimento e rielaborazione di ricette delle regioni confinanti come le i tortelli, lo gnocco fritto e le paste fatte in casa della tradizione emiliana; il risotto di eredità lombarda e piemontese; la lüganega, la salsiccia di provenienza lombardo-veneta; il grande uso di verdura, retaggio della cucina ligure.