Sulle prime colline reggiane, alla destra del torrente Crostolo, sorge Albinea, cittadina di poco meno di 9000 abitanti ad una decina di chilometri dal capoluogo Reggio Emilia.
Il paese fa parte dell’Unione Terre Matildiche, trovandosi ai piedi dell’Appennino Reggiano.
Un’origine antichissima
Gli insediamenti preistorici individuati testimoniano una sua origine antichissima, anche se la sua storia è piuttosto collegata agli eventi medioevali che hanno caratterizzato il territorio.
La costruzione di diversi castelli con i relativi borghi ed una pieve, parte di un potente sistema difensivo a protezione dei territori già soggetti a Matilde di Canossa e successivamente riuniti sotto un unico feudo, dimostrano l’importanza strategica di questa collina.
Il Castello di Albinea fu la prima fortificazione del colle, nel X secolo; distrutto e ricostruito più volte, trasformato nei corso dei secoli in residenza di campagna, conserva ancora una torre duecentesca addossata alle mura ad ovest, con i piombatoi, ferritoie e merlatura guelfa coperta.
Del secondo Castello, quello di Borzano, restano solo il rudere, che non può certamente dare l’idea di quello che fu uno dei più antichi, imponenti e importanti castelli del reggiano.
Dopo l’estinzione della famiglia Manfredi, il complesso è stato abbandonato e successivamente trasformato in abitazione rurale e in parte trasformato in stalla e fienile.
Il panorama dei castelli albineesi comprende anche il Castello di Montericco, del X secolo, che dopo vari passaggi di proprietà, è stato in seguito trasformato in residenza di campagna, anche se rientra nel territorio del vicino comune di Quattro Castella.
Questo castello conserva una torre merlata, una bella sala soffittata a cassettoni, un monumentale camino con cappa in scagliola ornata da stemmi e una botola ferrata comunicante con i sotterranei anticamente adibiti a prigioni.
Interessanti anche i luoghi di culto di Albinea, come la millenaria Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, l’antica pieve di Albinea; la Chiesa di San Gaetano di Thiene, il Santuario della Beata Vergine di Lourdes nella frazione di Montericco; la Chiesa della Beata Vergine Maria e la Chiesa di San Giovanni in Castello nella frazione di Borzano.
Nel dopoguerra Albinea iniziò lentamente a perdere il suo carattere di comune agricolo con l’insediamento di alcuni stabilimenti industriali e l’arrivo di nuovi abitanti da tutta la provincia, tanto che oggi è uno dei comuni più ricchi dell’intera provincia di Reggio Emilia.
Le eccellenze enogastronomiche del territorio
Situata in una zona in cui da tempi immemorabili si producono i cibi emiliani piu tipici, anche ad Albinea si producono diverse eccellenze enogastronomiche: dal formaggio parmigiano- reggiano al prezioso aceto balsamico tradizionale reggiano, ai vini dei Colli di Scandiano e di Canossa.
Le colline dell’alta pianura albinetana si vantano di aver dato origine ad un’antica varieta di lambrusco: il lambrusco di Montericco che ben si accompagna con la ricca e universalmente conosciuta cucina locale ed a cui Albinea dedica una riuscitissima sagra.
1 commento
zona veramente ricca di storia e gastronomia eccellente, ogni borgo d’itallia ha storia unicha , per poterle visitare tutte, ci voglio anni se non decenni.
Dobbiamo essere noi i custodi di questo patrimonio unico nel mondo,le bellezze italiane ,e la sua gastronomia,si possono imitare,ma mai uguagliare
Dio e nostri posteri ci hanno lasciato questo unico patrimonio, proteggiamo tutto cio’ che possiamo goderci che la storia ci raccconta.
Dobbiamo eliminare l’infliltrazione della Mafia ,Camorra e Ndrangheta,organizzazioni che purtroppo sono gia’ abbastanza presenti anche nei beni culturali,questi individui sono dei poveri parassiti che non hanno voglia di lavorare,cercano di arricchirsi con la prepotenza.
Siamo quasi 60 milioni di cittadini,l’unione fa la forza, una volta per tutte, eliminiamo queste organizzazioni criminali che vogliono impossersarsi del nostro patrimonio,possiamo e dobbiamo unirci per sconfiggere questi quattro parassiti.
umberto Virgillo