In Toscana, a pochi chilometri da Piombino, affacciata sul Mar Ligure, si estende una lunga spiaggia, con deliziose calette nascoste, protetta da una pineta vergine: è il Golfo di Baratti.
Sotto il sole, la sabbia fine luccica come oro: è una sabbia ambrata, frutto dell’attività mineraria che, tra 1924 ed il 1925, riprese a sfruttare le scorie ferrose della siderurgia etrusca.

Gli Etruschi, grandi conoscitori dell’arte della lavorazione del ferro, lo estraevano dalla vicina Isola d’Elba, lo fondevano e lavoravano per produrre armi ed utensili.
Il Golfo di Baratti era infatti il principale porto e centro industriale di Populonia, la splendida città, unico nucleo etrusco affacciato sul mare, che si trova a pochi chilometri di distanza.
Tra il VI e il IV secolo a.c. Populonia era una città vivace ed il Parco Archeologico, che dal mare risale all’Acropoli affacciata sulle isole dell’Arcipelago Toscano, ne è testimonianza. Il Parco si suddivide in due zone archeologiche: nella parte bassa sono visitabili le due necropoli etrusche e le aree industriali dove si lavorava il minerale proveniente dai giacimenti dell’Isola d’Elba, mentre nella parte alta si trova l’Acropoli di Populonia con i templi, gli edifici, i mosaici e le strade dell’epoca romana.
Ed anche la cucina locale
riprende i piatti preferiti dagli Etruschi che usavano in grandi quantità legumi come lenticchie, ceci e fave e l’insalata di farro, condita con capperi, sedano, aceto, filetti di acciughe e spicchi d’aglio, è una ricetta apprezzata ancora oggi.
Piatto immancabile era anche la patenata, un pane bagnato con olio, aceto, menta e cipolla cruda simile all’odierna panzanella che, oltre ad essere apprezzata in tavola, era anche usata come offerta nei riti sacrificali.

Il Golfo di Baratti è un connubio perfetto di gustosa cucina, storia, archeologia, mare e natura. La macchia mediterranea che protegge il golfo è caratterizzata da distese di pini marittimi le cui forme contorte regalano ombra e tranquillità davanti ad un mare cristallino: una meta ideale per una vacanza o una parentesi di pace nella caotica settimana lavorativa.