I canederli sono uno dei piatti più popolari e tradizionali dell’Alto Adige ed a Vipiteno, come vunque in Sud Tirolo, il canederlo diventa il protagonista dellatradizionale Sagra dei canederli che si terrà domenica 14 settembre.
Vipiteno, cittadina alpina dal fascino medievale, celebra il suo piatto simbolo, i canederli; in occasione della sagra, uno degli eventi principali di fine estate, la via principale si trasforma in un ristorante a cielo aperto, dove lunghe tavolate accolgono residenti e visitatori per degustare queste gustose palline di pane e speck, servite in brodo, al burro fuso o con formaggio fuso.
Oltre all’aspetto gastronomico, la festa è animata da gruppi folkloristici in costume, musica tradizionale e mercatini di prodotti locali. Vipiteno merita una visita anche per le sue torri storiche, le botteghe artigiane e i panorami sulla Valle Isarco.
La sagra è un appuntamento che unisce sapori e convivialità, permettendo di vivere da vicino l’ospitalità tipica dell’Alto Adige e di scoprire varianti creative di un piatto semplice e amatissimo.
Una grande varietà di creazioni di canederli, circa 70 tipi di diversi, verrà servita su una tavola lunga 400 metri nel centro storico della città, in Città Nuova e in Città Vecchia, in Piazza Città e anche sul Monte Cavallo, la montagna di casa dei vipitenesi.
Sostanziosi canederli allo speck, raffinati canederli al tovagliolo, profumati canederli ai funghi, canederli alle erbe, canederli pressati, canederli al formaggio e, per concludere in dolcezza, canederli all’albicocca, invitanti canederli al torrone o leggeri canederli alla ricotta. Oltre alle prelibatezze culinarie, domenica 8 settembre vi aspettano anche tanti gruppi musicali e balli folcloristici.
I canederli
Ci sono molte leggende sul primo canederlo della storia dell’uomo. Si narra che un tempo dei lanzichenecchi affamati in viaggio per il Tirolo si fermarono in una locanda e chiesero burberamente un pasto, altrimenti avrebbero fatto a pezzi tutto. In preda a un’indicibile angoscia in quanto la dispensa era quasi vuota, si dice che la padrona di casa abbia cucinato quel poco che era riuscita a trovare, dato che gli “ospiti” non volevano aspettare più di mezz’ora. Tagliò velocemente la salsiccia, la pancetta e il pane raffermo in piccoli pezzi, aggiunse latte e farina, formò delle palline e le fece cuocere in acqua bollente. Puntuale, mise la sua creazione sul tavolo per i lanzichenecchi. Questi assaggiarono il piatto sconosciuto e ne furono assolutamente entusiasti. E così il canederlo si fece strada nelle cucine del Paese e rimane tuttora un piatto prelibato. Che andata davvero così non si sa con certezza; in ogni caso, il canederlo viene gustato da circa 1.000 anni e fino ad oggi non ha perso la sua popolarità.