Dove?
A soli 50 minuti di treno da Buenos Aires c’è un mondo che non ti immagineresti mai..
Al capolinea “Estación Tigre” della linea ferroviaria Mitre le “lanchas colectivas” per il Río Carapachay trasportano in un pittoresco spaccato di vita fluviale.

Il Río Carapachay, snodandosi per 19.5 chilometri, è un corso d’acqua suggestivo e vivace del Delta del Tigre.
Il Delta del Tigre è formato dalle foci del fiume Paraná che, con i suoi 4880 chilometri, è il secondo fiume più lungo del Sud America dopo il Rio delle Amazzoni.
L’acqua è bassa in prossimità delle anse e molte curve nascondono spesso alla vista isolotti che appaiono all’improvviso offrendo angoli di natura lussereggiante e inaspettata.
Non esistono strade ed i trasporti sono solo su barca.
Sulle sponde del fiume si trovano diverse case residenziali o di villeggiatura per evadere dal caos metropolitano di Buenos Aires, essenziali o eleganti, umili o ricche, piccole o grandi, di legno o di mattoni, ma tutte rialzate dal terreno per proteggerle dalle piene del fiume.

Molte abitazioni dispongono oggi di sistemi di sterilizzazione dell’acqua per renderla potabile ma altre si servono ancora di taniche di acqua potabile provenienti su barca dal centro cittadino di Tigre.
Vita fluviale
Ci sono imbarcazioni che portano regolarmente generi alimentari e che si fermano ai moli lungo le sponde del rio…. fermate dell’autobus su acqua!
Anche gli studenti raggiungono la scuola in questo modo ed i più piccoli, per la loro incolumità, indossano il giubbotto salvagente.
I bambini imparano a convivere con il fiume, il loro terreno di gioco.
Nonostante l’acqua sia scura, è pulita. Il colore è dovuto all’argilla e al ferro che provengono dai grandi fiumi a monte, come il Paraná e l’Iguazù. Arrivando verso la foce del Delta del Tigre, l’acqua del Rio Carapachay li contiene ancora, non si depositano a causa delle maree e del traffico delle barche che li smuovono.

Esistono ancora piccoli ponti che collegano alcuni isolotti come avveniva nel passato per facilitare i contatti ed i movimenti degli abitanti. Aumentando il numero dei residenti, il trasporto fluviale ha però progressivamente sostituto gli attraversamenti pedonali.
Il trasporto obbligato su barca tra le piccole isole ha permesso di preservare questo angolo di natura selvaggia dai numerosi turisti che continuano a preferirne la più comoda cittadina di Tigre.
I “Carapachay”
Un valore aggiunto di questo angolo inviolato di vita semplice è sicuramente la gente che la abita e che lotta affinchè non diventi una “colonia turistica”.

La popolazione autoctona discende infatti dagli indigeni del Delta del Paraná definiti “Carapachay”, come il Rio: “faccia rugosa”. Il termine si riferiva alla durezza dei primi abitanti che non si lasciarono scoraggiare dalla fatica della vita in un luogo ancora incontaminato …e gli abitanti di oggi ne mantengono ancora l’autenticità.