Volterra, la città dell’alabastro, in Toscana, è uno di quei luoghi che non si descrivono, si vivono; tra le sue saline, il Palio dei Caci, il borgo medioevale, una cucina che da sola merita il viaggio, ogni angolo regala emozioni da custodire con cura.
Arroccata sulla sommità di un colle, Volterra, in provincia di Pisa, si trova in posizione panoramica invidiabile tra le valli del Cecina e dell’Era, dominando un vasto territorio, ricchissimo di risorse storiche, artistiche e ambientali.
La città è meta ogni anno di un numero impressionante di turisti; ogni angolo di Volterra e dei suoi dintorni offre loro la possibilità di “respirare” la storia, ma anche di godere dei suoi paesaggi naturali incontaminati.
Volterra è una città dal caratteristico aspetto medievale, dove è ancora possibile gustare l’atmosfera di un’antica Repubblica dell’età Comunale, grazie al relativo isolamento che ne ha limitato l’espansione edilizia.
Passeggiando per il centro del paese ci si rende conto di essere immersi in una città di pietra, perché di pietra sono le strade, le sue torri e i suoi palazzi e di pietra sono le sue mura austere; tutto è fatto di una pietra giallo-grigia, il panchino, da cui spesso affiorano bellissime conchiglie.
Notevoli ed interessanti gli imponenti palazzi che sorgono sulla Piazza dei Priori, il terreno sul quale nel periodo comunale sorse il cuore della vita cittadina, dal Palazzo dei Priori al Palazzo Pretorio con la Torre del Porcellino al Palazzo Vescovile, inizialmente sorto come magazzino per le granaglie.
La città dell’alabastro
Volterra è definita anche la città dell’alabastro; le sue stradine sono piene di negozi e laboratori artigianali che lavorano questa pietra gessosa e lucida, estratta dal sottosuolo di Castellina Marittima, formatasi nel periodo miocenico in seguito ad un processo di sedimentazione e concentrazione del solfato di calcio contenuto nelle acque marine.
La sua particolare morbidezza si presta ad essere più facilmente lavorata del marmo e quindi è adatta a riprodurre motivi ornamentali ricchi di dettagli e oggetti d’arredamento che hanno reso quest’arte dei volterrani famosa in tutto il mondo.
Il Palio dei Caci
Il Palio dei Caci si è svolto nell’ottobre scorso, durante la manifestazione Volterragusto; l’evento, una rievocazione storica e goliardica, vede le otto contrade sfidarsi a colpi di palette di legno lungo la discesa di via Franceschini, facendo rotolare formaggi tradizionali per raggiungere il traguardo per primi. La competizione, ispirata alla storica “ruzzola” medievale, affonda le radici in antiche usanze contadine: il formaggio, preziosa fonte di nutrimento e bene di scambio per i pastori, diventava anche protagonista di momenti di svago collettivo.
Oggi il Palio dei Caci rappresenta una perfetta sintesi tra folklore, cultura gastronomica e spirito di comunità, in un contesto vivace e accogliente che accompagna le degustazioni e gli eventi di Volterragusto.
L’ottima gastronomia volterrana
Non c’è turista che dopo aver visitato Volterra non si porti a casa un oggetto in alabastro, souvenir di gusto e raffinatezza, così come anche un altro pezzo della cultura cittadina, un prodotto enogastronomico di cui la città è ricca, come i vini, gli insaccati, i dolci, l’olio, il tartufo nero uncinato della toscana, i pecorini delle Balze Volterrane
o l’ammazzafegato toscano, una salsiccia di colore rosso scuro, odore pungente e sapore piuttosto piccante.
Viene prodotto con una tecnica che si tramanda da secoli, impiegando esclusivamente carne suina di allevamenti locali; è la componente principale delle battilarde volterrane, il tipico antipasto toscano, ma viene consumato anche come secondo piatto.
Un piccolo assaggio della cucina volterrana l’abbiamo sperimentato all’Agriturismo Tenuta Orgiaglia che ci ha accolto con l’ospitalità squisita di questo incantevole angolo di Toscana.