La contrada di Cagnano, con la ricetta Ventagli di trippa e pecorino, vince la ventitreesima edizione del premio enogastronomico A Tavola con il Nobile, il concorso promosso dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano in collaborazione con il Magistrato delle Contrade della città che si è concluso domenica 24 agosto con la premiazione delle migliori ricette preparate dalle otto contrade del Bravìo delle Botti.
Il tema di questa edizione è stato quello de “La pasta ripiena e la sua farcia” con i primi piatti cucinati magistralmente dalle cucine delle Contrade che per tutta la settimana saranno aperte anche al pubblico.
Sul podio, al secondo posto la Contrada di Collazzi con la ricetta Ravioli del cacciatore, mentre al terzo posto la contrada di San Donato con i Girasoli di Peposo.
«Un premio che diventa sempre più importante per l’intera comunità, in grado di coinvolgere tante persone che durante l’anno studiano in cucina recuperando la tradizione – ha commentato il Presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi – a partire dal prodotto simbolo del territorio, il Vino Nobile di Montepulciano, naturalmente, ma coniugato alla tradizione storica della gastronomia, delle manifestazioni, come il Bravìo delle Botti e di tutto quello che definiamo un “Sistema Montepulciano”».
Una giuria speciale
Oltre ai giornalisti “specializzati” provenienti da tutta Italia, guidati da Bruno Gambacorta, ideatore del premio e della rubrica del Tg2 Eat Parade, in qualità di Presidente e Aldo Fiordelli nel ruolo di Direttore tecnico, questa edizione ha visto anche la presenza di due giurati d’eccezione, che insieme a Tinto, conduttore di Camper su Rai1 e storica voce di Decanter su Radio2 Rai, hanno anche animato la premiazione. Pietro Resta, in arte Wikipedro, influencer toscano, autore di fortunati contributi social e di un programma televisivo su DMax, e Mauro Casciari, lui ex Iena e braccio “sinistro” del programma di Fiorello Viva Rai 2, oltre che voce di RDS al suo ritorno per il secondo anno consecutivo.
La Pasta ripiena, un piatto nella storia della cucina italiana
La pasta ripiena, come i tortellini e i ravioli, ha origini antiche nel nord Italia, in particolare nelle regioni dell’Emilia-Romagna e del Piemonte. Questi piatti erano spesso preparati per celebrare occasioni speciali e festività. Anche nel Centro Italia, tuttavia, esistono varianti di pasta ripiena nel tempo celebrati, anche per un recupero di ingredienti più complessi o per la realizzazione di piatti unici (il tortello alla lastra era utilizzato dai transumanti che attraversavano la Toscana dal Casentino alla Maremma, o il tortello maremmano per conservare la componente delle patate). Durante il Medioevo, la pasta ripiena divenne popolare tra le classi nobiliari. I ripieni erano spesso ricchi e vari, includendo carne, formaggio e spezie. Nel Rinascimento, la pasta ripiena si diffuse ulteriormente grazie ai banchetti delle corti italiane. I cuochi di corte sperimentavano con ingredienti esotici e tecniche di preparazione elaborate.
A tavola con il Nobile
A tavola con il Nobile è la sfida ai fornelli ideata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano con il giornalista del Tg2, Bruno Gambacorta. Una giuria composta da giornalisti valuta il piatto che meglio si accosta al Vino Nobile di Montepulciano. Un premio che negli anni ha dato la possibilità di recuperare circa 230 ricette della tradizione, riportando alla luce il lavoro delle massaie e tramandando la tradizione gastronomica di un tempo. Numerose le pubblicazioni che raccolgono le ricette di A Tavola con il Nobile che negli anni ha assunto un peso antropologico e sociale tanto da attirare l’attenzione di studi sulle tradizioni popolari del territorio.