Dal 27 al 30 novembre Serra de’ Conti, in provincia di Ancona, è tempo di Festa della Cicerchia ed il paese si trasforma in un grande percorso del gusto, dove ogni vicolo racconta sapori, storia e accoglienza autentica.
Tre giorni in cui il borgo marchigiano diventa la capitale del gusto, della tradizione e dell’ospitalità autentica nelle ben 17 cantine, ognuna con un menù differente.
La giornata del 27 sarà invece un “fuori-cicerchia” ovvero fuori dal centro storico ma dentro il mondo della cicerchia, con la possibilità di degustare il legume declinato in piatti differenti.
Protagonista unica e indiscussa è lei, la cicerchia, un piccolo legume antico, beige e leggermente schiacciato, ma dal carattere fortissimo. Non è solo buonissima, è anche un concentrato di proteine, fibre, vitamine del gruppo B, calcio, fosforo e ferro: un superfood della tradizione contadina.
Non sorprende che ogni anno aumentino i suoi fan… e per festeggiare i 30 anni della manifestazione, l’entusiasmo è alle stelle.
La festa, ormai tradizionale appuntamento del Grand Tour delle Marche, si svolge nel Centro Storico di Serra de’ Conti, racchiuso tra le mura medievali: un luogo tanto suggestivo da essere chiamato da molti una piccola “perla delle Marche”.
Le vie, i vicoli e le piazze si illuminano con ceri, creando un’atmosfera calda, romantica e conviviale. Sedersi attorno al fuoco, sentire il profumo della legna che arde, del pane appena sfornato, dei sughi tradizionali delle cantine… è un’esperienza quasi magica.
Le protagoniste del gusto sono le 17 cantine storiche, ognuna con almeno 5 piatti differenti: tradizionali, creativi, sorprendenti. Tra i quali spicca la “Zuppa di cicerchia in pagnotta”, sempre la più ricercata; ma ci saranno tanti primi, secondi, contorni e dolci che raccontano il territorio.
La cicerchia di Serra de Conti, Presidio Slow Food, sarà accompagnata da un ospite d’onore: chef Galdino Zara, premiato a Roma di recente, presenterà alcuni fra i vari presidi del Veneto.
La cura nella scelta delle ricette e la qualità delle materie prime rendono questa festa un vero paradiso per gli amanti della buona tavola. Ma la magia non finisce qui: tra un assaggio e l’altro si può passeggiare tra mostre fotografiche, c’è quella di Rolf Schertenleib nella Chiesa di San Michele, poi ci sono le mostre pittoriche, artigianato artistico e visitare il suggestivo Museo delle Arti Monastiche, aperto con orario continuato per tutta la manifestazione.
E quando cala la sera, si accende la festa; tutte le quattro serate saranno animate da cantastorie, artisti di strada, street band e gruppi folkloristici in costume, con canti, balli e spettacoli itineranti che trasformano il paese in un palcoscenico a cielo aperto.