Una cantina familiare quella dell’Azienda Agricola Roggero, in un territorio meraviglioso, con terreni di arenarie e marne ricchi di minerali, che contribuiscono alla complessità dei vini, in particolare dell’Albugnano Doc. Crinali di colline con forte pendenza ad altitudini che superano i 400 metri s.l.m. che permettono un ottimo drenaggio.

Marina e Mauro Roggero in vigna. Credits Andrea Di Bella
Condotta egregiamente da due giovani rampolli di famiglia, Marina e Mauro Roggero. Mauro, vignaiolo ed enologo, Marina responsabile marketing e comunicazione. Una realtà che ha tanta voglia di fare, di sperimentare, di portare quel territorio, un po’ defilato ma geologicamente interessante, ai vertici della viticoltura piemontese. Siamo in provincia di Asti, nel cosiddetto “balcone del Monferrato”, a 550 metri s.l.m., da cui si gode una vista invidiabile fino al Monviso. Claim della cantina è “Mauro fa i vini e Marina li racconta”.
Mauro Roggero è un giovane produttore trentaseienne che porta avanti la tradizione familiare nella produzione di vino. Insieme alla moglie, ai genitori e alla sorella, dirige l’azienda vitivinicola di famiglia. 7 ettari vitati, per il momento. “Nella nostra azienda si vuole mantenere il carattere familiare d’un tempo, per offrire un prodotto di alta qualità, con la massima attenzione a tutte le fasi produttive”. E ci riescono, visti i risultati.
Marina, in un’altra circostanza, aveva proprio sottolineato che “diventare più grandi avrebbe snaturato anche il rapporto diretto col cliente, ne avrebbe compromesso la relazione. La bellezza di sedersi attorno a un tavolo e fare assaggiare quello che hai prodotto, confrontarsi, diventa un momento fantastico che il cliente apprezza molto, perché si sente coccolato”.

Mauro Roggero e il suo Albugnano Doc. Credits Andrea Di Bella
L’INTERVISTA
Intervisto Mauro Roggero, nel desk riservato, fra mille voci, calici roteanti, sorrisi promettenti, gioia diffusa di avventori felici. Chiedo di inquadrare il territorio enologico e di parlarci di questa eccellenza che è l’Albugnano Doc.
“L’Albugnano Doc nasce in una fascia ristretta di terra del Monferrato di Nord-Ovest ai confini della Provincia di Torino. Ha la fortuna di essere guardato a vista. Qui si coltiva tra colline, boschi ed esposizioni favorevoli, a cui si aggiunge una tradizione contadina tramandata da tempi antichissimi. L’altitudine e le brezze mantengono un clima fresco, compagno di viaggio straordinario del Nebbiolo, che matura prima rispetto ad altre zone, da cui l’Albugnano Doc. Ma anche la piovosità riveste un ruolo importantissimo. Analizzando i dati pluviometrici della Regione Piemonte, Albugnano risulta essere uno dei luoghi dove le precipitazioni sono più frequenti e abbondanti della Provincia di Asti”

I crinali dell’Albugnano Doc. Credits Andrea Di Bella
“L’Albugnano Doc è ottenuto dalle uve Nebbiolo coltivate in quella piccola area limitrofa alla provincia di Torino. Una produzione di nicchia che deriva dai migliori versanti collinari di quattro comuni in provincia di Asti, Albugnano, Pino d’Asti, Castelnuovo don Bosco e Passerano Marmorito ma che raggiunge peculiarità qualitative rilevanti anche nella versione Superiore (almeno 12 mesi di affinamento in botti di rovere). Di colore rubino scarico tendente rapidamente al granato, sviluppa grande freschezza, interessanti sentori legati al frutto, e soprattutto un grande equilibrio in bocca. Riesce ad essere espressione della varietà (il Nebbiolo) e del territorio. Vogliamo dare riconoscibilità a questa nostra eccellenza. Secco, di buon corpo con lieve vena tannica, offre una buona persistenza gustativa. Ottimo con i piatti di carne, la selvaggina ed i formaggi a media e lunga stagionatura”.
Il mondo del vino sta vivendo un periodo complicato, calo delle vendite, dealcolati, produzione in discesa per cambiamenti climatici, etc.. Quale è il il punto di vista di Mauro Roggero in proposito?
“Si certo non è, in generale, un periodo di ottimismo per diversi fattori: politiche sfavorevoli, export che sta soffrendo in direzione di alcuni Paesi, consumi globali in calo, eccesso di giacenze, un cambio negli stili di consumo, specie tra i giovani, l’aumento dei costi. I consumatori stanno un po’ cambiando, è in atto un cambio generazionale e si modificano gli stili di vita. Gli appassionati del vino cambiano in fretta le abitudini; le tendenze fanno presto a cambiare… il mondo del vino è lento, ha una sua filosofia che non cambia facilmente e velocemente, ha un suo modo di esprimersi, non riesce a seguire e inseguire le aspettative, le nuove esigenze della clientela. Occorre mettere in campo una maggiore determinazione, ci vuole ottimismo e anche capacità di riflessione, occorre unire le forze”.
E a livello di territorio quale è lo stato di fatto. Voi siete piccoli produttori. L’Albugnano è una Doc che copre una zona di produzione molto ridotta
“A livello territoriale, essendo l’Albugnano un vino meno conosciuto, abbiamo l’opportunità di esprimerlo in modo più contemporaneo, più attuale, più vicino ai gusti di consumatori più esigenti e moderni. Questo vino sta trovando un po’ se stesso, la sua identità, e, secondo me, rispecchia quelle che sono le aspettative del mercato di adesso. Le componenti ambientali del nostro territorio, il terroir (altitudine, geologia dei terreni, condizioni microclimatiche favorevoli, piovosità superiore rispetto alla media della zona, brezze costanti e venti leggeri, grazie alla ricca presenza di boschi, etc….) favoriscono la produzione di vini che incontrano le esigenze dei nuovi consumatori dal punto di vista dell’approccio alla beva, meno impegnativi, più facili da consumare, per tutte le occasioni. Nonostante questi venti di crisi, l’Albugnano, in questo piccolo mondo piemontese, resiste sui mercati anzi è in crescita. Questo ci rende ottimisti e più coraggiosi”

Albugnano 549: un progetto per il territorio. Credits Andrea Di Bella
Mauro, parlaci adesso del tuo ruolo istituzionale nell’ambito, appunto, dell’Albugnano Doc: presidente dell’associazione Albugnano 549!
“Si, da quasi un anno sono stato eletto nuovo presidente dell’associazione Albugnano 549. Il mandato ha una durata biennale. Tutto questo significa rappresentare il gruppo di vignaioli di questa associazione che punta sull’Albugnano Doc e vuole farlo conoscere al mondo. Io raccolgo l’eredità di un percorso che è nato quasi 10 anni fa; il mio compito è portarlo avanti nel migliore dei modi, con passione e tanta volontà. Sono principi che guidano la mia attività da sempre. È un progetto in cui credo e sono sicuro che raggiungeremo grandi traguardi assieme a tutti i miei colleghi e amici di Albugnano e dintorni”
Ci puoi dare qualche dato sui produttori… quanti sono… quanti associati…
“Sul territorio ci sono circa una ventina di produttori di Albugnano. Noi, associati ad Albugnano 549 siamo ormai 12, da quest’anno forse 13. C’è da sottolineare un fatto importante: in tutte queste cantine l’Albugnano Doc rappresenta il vino di punta, non uno dei vini prodotti. Per fare questo bisogna crederci”
Mauro, tu mi conosci ormai. Le mie interviste finiscono quasi sempre parlando di sogni. Tu sei un giovane produttore, di sogni ne hai sicuramente tanti da fare. Quindi ti chiedo quale è il primo che ti auguri di poter fare nella prima notte di luna piena
Mauro sorride, è bellissimo vederlo sorridere dietro al desk di uno dei tantissimi banchi di assaggio, qui a Grandi Langhe. Vicino a lui Marina Roggero, la sorella, che intrattiene la degustazione di un gruppo di giovani appassionati…
È un piacere osservare che in fondo, crisi o non crisi, problemi o non problemi, il vino crea aggregazione, gioia, sorrisi. È una bevanda che, con il giusto senso dell’equilibrio mentale e con la necessaria consapevolezza del bere, ti porta lontano, crea felicità, ti racconta storie di uomini e di colline, di sole cocente e di lune piene. Di grappoli di neve, di fatiche, di sfide, di successi, di paure e di speranze.

Calici di Albugnano Doc in alto. Credits Andrea Di Bella
Mauro non si nasconde, è un po’ sorpreso dalla mia domanda, tentenna e prima di brindare con un calice del suo Albugnano Doc chiude così:
“Parlando di sogni, c’è da dire che i vignaioli sognano poco, perché un po’ sognano ad occhi aperti e poi sono presi da un lavoro faticoso. Quando dormono dormono, e se non dormono pensano. Pochi sogni ma molta realtà!. Piedi per terra ma sguardo che volge lontano verso il futuro. Ovviamente, qualche sogno c’è stato, ad occhi aperti. Vedere ad esempio la tua bottiglia su qualche scaffale importante di una città lontana ti rende felice e orgoglioso… il sogno viaggia”
Mauro, tra i tanti vini della vostra cantina posti in assaggio a Grandi Langhe, quale mi consigli di assaggiare?
“Ti proporrei un calice di Albugnano Doc Bric Carvè, una nostra ultima anima. Proveniente da vigneti ad un’altitudine di oltre 450 mt, su suoli sabbiosi, “Bric Carvè” è maturato per 1 anno in botte grande e affinato a lungo in bottiglia. Freschezza ed eleganza sono caratteristiche specifiche di questo nostro Nebbiolo, quindi piena espressione del nostro territorio!”.
Evviva!
Grazie a Mauro Roggero

Credits Andrea Di Bella